RESEZIONE MINI-INVASIVA VS CAMPO APERTO DEL CANCRO ALL’ESOFAGO
L’esofagectomia con tecnica minimamente invasiva, nei pazienti con cancro operabile dell’esofago, offrirebbe maggiori benefici a breve termine rispetto alla chirurgia in campo aperto. La resezione chirurgica è infatti considerata l’unica opzione curativa del cancro operabile dell’esofago, ma le complicanze polmonari che si manifestano in più della metà dei pazienti dopo la procedura in campo aperto sono spesso causa di grande preoccupazione. Ricercatori olandesi, italiani e spagnoli, coordinati dai colleghi del VU University Medical Centre di Amsterdam, hanno valutato in uno studio multicentrico, aperto, randomizzato, controllato, effettuato in 5 centri tra il 1 giugno 2009 e il 31 marzo 2011, se la procedura mini-invasiva fosse in grado di ridurre la morbilità, rispetto alla chirurgia in campo aperto. I pazienti di età compresa tra 18 e 75 anni con cancro operabile dell’esofago o della giunzione gastro-esofagea sono stati assegnati, con sequenza di randomizzazione generata al computer, alla esofagectomia transtoracica in campo aperto o alla procedura minimamente invasiva. La randomizzazione è stata stratificata per centro di studio; i pazienti e gli investigatori che eseguivano gli interventi, valutavano gli esiti e analizzavano i dati erano a conoscenza dell’assegnazione al gruppo. Outcome primario erano le infezioni polmonari nelle due settimane successive alla procedura chirurgica e durante l’intera ospedalizzazione. L’analisi statistica è stata eseguita sulla popolazione ‘intention-to-treat’. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale) hanno randomizzato 56 pazienti al gruppo di esofagectomia in campo aperto e 59 a quello di esofagectomia mini-invasiva. Un’infezione polmonare entro le prime due settimane si è sviluppata nel 29% dei pazienti (n = 16) nel primo gruppo e nel 9% (n = 5) di quelli randomizzati alla procedura minimamente invasiva (rischio relativo [RR] 0.30, IC 95%: 0.12 – 0.76; p = 0.005). Inoltre, 19 pazienti (34%) nel primo gruppo hanno sviluppato infezione polmonare durante il ricovero ospedaliero rispetto a 7 (12%) nel secondo gruppo (RR 0.35, IC 95%: 0.16 – 0.78; p = 0.005). Un paziente nel gruppo sottoposto alla procedura in campo aperto è deceduto in ospedale, per fistola anastomotica, e due, per aspirazione e mediastinite da fistola anastomotica, nel secondo gruppo. In conclusione, i risultati dello studio offrono evidenza di beneficio a breve termine con l’esofagectomia mini-invasiva nei pazienti con cancro operabile dell’esofago.