lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
12 Dicembre 2011

RESEZIONE LIMITATA DEL CARCINOMA EPATICO IN PAZIENTI ANZIANI

Buona opzione chirurgica per questa fascia d’età che permette di ottenere tassi di complicanze e mortalità comparabili ai più giovani, ad eccezione dei cirrotici che presentano un maggiore rischio di morte. Il carcinoma epatico è frequentemente diagnosticato nelle persone anziane. Lo studio pubblicato sulla rivista Japanese Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) ha comparato 175 pazienti over-70 operati per carcinoma epatico (gruppo 1) con 276 pazienti di età inferiore a 70 anni (gruppo 2) sottoposti a resezione e con altri 108 pazienti anziani che presentavano malattia cronica del fegato ma non carcinoma epatico (gruppo 3). I ricercatori dell’Università di Brescia hanno osservato che nelle persone anziane il tumore è più frequentemente associato a epatite virale C, mentre risulta in minor misura incapsulato e diagnosticato durante programmi di screening, come invece accade per i pazienti più giovani. Dopo resezione, le complicanze post-operatorie e i tassi di mortalità sono comparabili (3.2%), ma nei pazienti cirrotici la chirurgia epatica maggiore è accompagnata da un rischio elevato di morte (22%). In questi pazienti, la sopravvivenza a 5 anni è risultata del 42%, valore comparabile a quello osservato nei più giovani, ma significativamente più basso rispetto ai pazienti nel gruppo 3, non trattati chirurgicamente. La causa principale di morte era la recidiva del carcinoma epatico, ma solo il 37.6% dei casi è risultato idoneo al trattamento radicale, compresa la chirurgia, portando la sopravvivenza media a 31 mesi. Gli autori concludono che la resezione epatica rappresenta una valida opzione di trattamento per il carcinoma epatico nei pazienti anziani, ma nei cirrotici la resezione maggiore deve essere riservata solo a casi selezionati. Un approccio radicale, che comprenda la chirurgia, potrebbe essere adottato per la recidiva.
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