venerdì, 23 luglio 2021
Medinews
11 Aprile 2011

RESEZIONE DEL CARCINOMA EPATICO IN PAZIENTI TRAPIANTABILI: CRITERI DI MILANO E UCSF A CONFRONTO

I pazienti in classe Child Pugh B o cirrotici sono i maggiori beneficiari del trapianto, ma se questo non è possibile la resezione può essere presentata come opzione di prima linea. Il trapianto di fegato si pensa sia la migliore opzione di trattamento per i pazienti, selezionati, con carcinoma epatico. Tuttavia, la carenza di organi e il rischio di progressione del tumore durante l’attesa impedisce l’offerta routinaria di questo trattamento. Quindi spesso deve essere considerata una seconda opzione, cioè la resezione epatica. Lo studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) ha riportato i risultati di resezione epatica in pazienti trapiantabili. Nel periodo 1991 – 2009, 97 pazienti sono stati sottoposti a resezione per carcinoma epatico; 30 (31%) rientravano nei criteri di selezione per il trapianto [di Milano o dell’Università della California di San Francisco (UCSF)]. Gli esiti dopo resezione epatica sono stati valutati in termini di sopravvivenza libera da malattia (DFS) e di sopravvivenza globale (OS) come endpoint attraverso la stratificazione di eleggibilità al trapianto. I risultati hanno indicato che 30 pazienti rientravano nei criteri per il trapianto UCSF e 16 in quelli di Milano. Usando uno o l’altro dei criteri per il trapianto, i pazienti hanno mostrato una sopravvivenza mediana attuariale di 102 mesi. La DFS mediana nei pazienti selezionati con i criteri di Milano è stata 55 mesi, mentre era 42 mesi in quelli classificati con i criteri UCSF. I pazienti in classe Child Pugh B (criteri UCSF: p < 0.001), con cirrosi, avevano prognosi più sfavorevole dopo resezione epatica (criteri UCSF: p = 0.011; criteri Milano: p = 0.002). Secondo i ricercatori della University of New South Wales, St George Hospital di Kogarah, Sydney, prolungate DFS e OS possono essere ottenute nei pazienti trapiantabili con carcinoma epatico attraverso la resezione, che quindi rappresenta un’alternativa valida da considerare quale opzione di trattamento di prima linea. Tuttavia, i pazienti in classe Child Pugh B o cirrotici possono trarre maggiore beneficio dal trapianto che dalla resezione.
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