martedì, 27 luglio 2021
Medinews
9 Giugno 2011

RESEZIONE CON TECNICA LAPAROSCOPICA DEL CARCINOMA EPATICO IN CIRROTICI

Confermata validità e sicurezza della procedura in pazienti selezionati che garantisce un esito nel lungo termine simile alla procedura tradizionale

Dati limitati sulla sopravvivenza o sulle caratteristiche della recidiva dopo resezione epatica con tecnica laparoscopica in pazienti cirrotici con carcinoma epatico sono ad oggi disponibili. Chirurghi dell’Ospedale S. M. di Loreto Nuovo, Napoli, hanno condotto un’analisi retrospettiva di un database, mantenuto prospettivamente, di 109 procedure con tecnica laparoscopica eseguite per carcinoma epatico in pazienti cirrotici tra il 2000 e il 2008. Gli autori hanno sottoposto a resezione epatica in laparoscopia 65 pazienti. Il tasso di morbilità è stato del 20% (13 di 65) e si è verificato solo un decesso (1.5%). La procedura è stata ripetuta in 2 pazienti. La durata globale media dell’ospedalizzazione post-operatoria è stata di 8.2 giorni (2.6, range: 3 – 15). Lo studio pubblicato sulla rivista Digestive Surgery (leggi abstract originale) ha indicato percentuali attuariali di sopravvivenza globale a 1, 3 e 5 anni rispettivamente del 95, 70 e 55%, con una sopravvivenza globale mediana di 75 mesi. Escludendo l’unico decesso verificatosi in ospedale, le percentuali attuariali di sopravvivenza libera da malattia a 1, 3 e 5 anni erano rispettivamente dell’81, 62 e 32%, con una sopravvivenza globale mediana libera da malattia di 42 mesi (intervallo di confidenza, IC, 95%: 18 – 65). In analisi multivariata, il grado tumorale (OR: 3.5, IC 95%: 1.1 – 10.7; p = 0.026) e l’invasione microvascolare (OR: 4.9, IC 95%: 1.2 – 18.8; p = 0.020) sono risultati fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza globale. Sempre in analisi multivariata, il genere (OR: 3.4, IC 95%: 1.1 – 10.2; p = 0.023), la presenza di tumore satellite (OR: 4.3, IC 95%: 1.5 – 12.3; p = 0.006), l’invasione microvascolare (OR: 3.3, IC 95%: 1.0 – 10.1; p = 0.036) e il margine chirurgico (OR: 3.7, IC 95%: 1.0 – 10.1; p = 0.036) sono stati identificati quali fattori predittivi indipendenti di prognosi per una migliore sopravvivenza libera da malattia. Dopo un follow-up mediano protratto a 29 mesi (range: 3 – 81), 31 dei 64 pazienti (48%) hanno manifestato recidiva e le percentuali cumulative di recidiva a 1, 3 e 5 anni erano rispettivamente del 19, 39 e 68%. Lo studio prospettico osservazionale conferma quindi la sicurezza e la validità della tecnica laparoscopica in pazienti cirrotici selezionati con carcinoma epatico e garantisce un esito simile a quello offerto dalla procedura in campo aperto nel lungo termine.
Nota: L’analisi si riferisce a 6 resezioni maggiori (≥ 3 segmenti) e 59 minori (≤ 2 segmenti). La dimensione media dei noduli era 3.8 cm (1.4, 1 – 9), 53 solitari e 12 multipli, satelliti nel 12% dei casi, con localizzazione del tumore ai segmenti V-VI-VII-VIII (44%), ai segmenti II-III-IV (43%) e bilobare (13%). Nella discussione, gli autori affermano che procedure laparoscopiche minori sono state giudicate, anche in precedenti studi, sicure e applicabili ai pazienti cirrotici con carcinoma epatico, ma la laparoscopia applicata a resezioni epatiche maggiori è normalmente eseguita solo in un limitato numero di casi da chirurghi con elevata esperienza dell’approccio laparoscopico avanzato e sufficiente training in chirurgia del fegato a cielo aperto. Il centro di Napoli ha iniziato uno specifico programma di resezione epatica in laparoscopia ed è divenuto centro di riferimento per il trattamento del carcinoma epatico eleggibile per l’approccio laparoscopico.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 6 – Giugno 2011
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