Medinews
3 Luglio 2013

RESEZIONE CHIRURGICA VS ABLAZIONE CON RADIOFREQUENZA NEL TRATTAMENTO DI PAZIENTI CIRROTICI CON CARCINOMA EPATICO

La resezione migliora la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da recidiva; sono necessarie tuttavia nuove evidenze per definire il vero ruolo dell’ablazione come alternativa

Il carcinoma epatico è il più comune tipo di tumore primario del fegato e la sua incidenza è in crescita in tutto il mondo. Lo studio retrospettivo pubblicato sulla rivista Hepatobiliary and Pancreatic Diseases International (leggi abstract) ha comparato 140 pazienti cirrotici in stadio Child-Pugh A o B con carcinoma epatico (nodulo singolo o multinodulare) sottoposti a resezione chirurgica (n = 87) o ablazione percutanea con radiofrequenza (n = 53). I ricercatori dell’Ospedale Santa Maria di Terni e dell’Università di Perugia, hanno analizzato le caratteristiche del paziente, la sopravvivenza e la sopravvivenza libera da recidiva. Quest’ultima è risultata più prolungata nel gruppo sottoposto a resezione chirurgica, in confronto a quello trattato con ablazione con radiofrequenza, con un tempo mediano libero da recidiva rispettivamente di 36 vs 26 mesi (p = 0.01; HR 1.52, IC 95%: 1.05 – 2.25). Nel gruppo trattato con la resezione, la sopravvivenza mediana è stata di 46 mesi, con tassi di sopravvivenza a 1, 3 e 5 anni rispettivamente dell’89.7, 72.4 e 40.2%. Nel gruppo sottoposto ad ablazione con radiofrequenza, la sopravvivenza mediana è stata di 32 mesi, con tassi di sopravvivenza a 1, 3 e 5 anni rispettivamente dell’83.0, 43.4 e 22.6% (p < 0.01). In conclusione, la resezione chirurgica migliora la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da recidiva, rispetto all’ablazione con radiofrequenza. Nuove evidenze sono tuttavia necessarie per definire il reale ruolo della tecnica percutanea quale alternativa alla chirurgia.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2013
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