I primi mostrano una prognosi migliore in termini di sopravvivenza a 5 anni, rispetto ai tumori multinodulari
Per i pazienti con carcinoma epatico solitario di piccole dimensioni sono disponibili molti trattamenti efficaci, al contrario la gestione dei pazienti con tumori di grandi dimensioni o multinodulari è controversa e il ruolo della resezione chirurgica ancora poco definito. Tra il 2000 e il 2006, 51 pazienti con carcinoma epatico multinodulare o solitari di grandi dimensioni sono stati sottoposti a resezione epatica presso il dipartimento di chirurgica dell’ospedale Sant’Andrea, Università ‘La Sapienza’ di Roma. I dati clinico-patologici e di follow-up sono stati prospettivamente registrati e rivisti retrospettivamente; gli esiti peri-operatori e a lungo termine sono stati analizzati con analisi univariata e multivariata dei fattori prognostici. Nello studio pubblicato su American Surgery (leggi abstract originale), 20 pazienti presentavano carcinoma epatico multinodulare e 31 avevano tumori solitari di grandi dimensioni. La mortalità peri-operatoria ha colpito 8 pazienti e le complicanze 15. Nei pazienti con grandi tumori solitari, la sopravvivenza libera da malattia e globale a 5 anni erano rispettivamente pari al 41.3% e al 56.1%, mentre erano rispettivamente 0% e 33.6% nei pazienti che presentavano carcinomi multinodulari. La resezione epatica può allungare la sopravvivenza dei pazienti selezionati con carcinomi epatici grandi o multinodulari, anche in quelli con disfunzione epatica. I grandi carcinomi epatici solitari sembrano avere prognosi migliore di quelli multinodulari, con una più bassa recidiva e un più alto tasso di sopravvivenza dopo la procedura chirurgica. I trial randomizzati controllati che hanno comparato la resezione verso altre modalità di trattamento sono i più indicati per valutare la gestione ottimale del paziente.Liver Cancer Newsgroup – Numero 1 – Gennaio 2011