L’assunzione di aspirina ridurrebbe il rischio di sviluppare il tumore e la mortalità per epatopatia cronica, mentre gli altri FANS diminuirebbero solo il rischio di morte
Vari studi hanno evidenziato un più basso rischio di infiammazione cronica e di sviluppare numerosi tipi di cancro dopo somministrazione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), tuttavia non è stato investigato specificamente l’effetto sul rischio di sviluppare il carcinoma epatico e di morte per patologia cronica dell’organo. I ricercatori della divisione di epidemiologia e genetica dei tumori del National Cancer Institute, National Institutes of Health, di Rockville hanno analizzato i dati prospettici di 300504 uomini e donne di età compresa tra 50 e 71 anni inclusi nella coorte del National Institutes of Health-AARP Diet and Health Study e hanno collegato l’uso di aspirina e di FANS con il registro di conferma delle diagnosi di carcinoma epatico (n = 250) e di morte per malattia cronica del fegato (n = 428, esclusi i casi di tumore). Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of the National Cancer Institute (leggi abstract) hanno calcolato i quozienti dei tassi di rischio (RR) e gli intervalli di confidenza (IC) al 95%, a due code, utilizzando modelli di regressione del rischio proporzionale di Cox, con aggiustamento per età, sesso, razza/etnia, abitudine al fumo di sigaretta, consumo di alcool, diabete e indice di massa corporea. Tutti i test di analisi statistica erano a due code. I partecipanti che avevano assunto aspirina hanno mostrato una significativa riduzione del rischio di incidenza di carcinoma epatico (RR = 0.59, IC 95%: 0.45 – 0.77) e di mortalità per malattia epatica cronica (RR = 0.55, IC 95%: 0.45 – 0.67), rispetto a quelli che non avevano mai utilizzato il farmaco. Al contrario, gli ‘utilizzatori’ di FANS mostravano un rischio ridotto di mortalità per epatopatia cronica (RR = 0.74, IC 95%: 0.61 – 0.90), ma non un più basso rischio di incidenza di carcinoma epatico (RR = 1.08, IC 95%: 0.84 – 1.39), rispetto a coloro che non avevano assunto FANS. Le stime del rischio non hanno indicato variazione della significatività statistica con la frequenza dell’assunzione (mensile, settimanale o giornaliera) di aspirina, ma il più basso rischio di mortalità per malattia epatica cronica era statisticamente significativo solo negli ‘utilizzatori’ mensili di FANS, rispetto ai ‘non utilizzatori’. In conclusione, in questo studio l’assunzione di aspirina è stata associata a un ridotto rischio di sviluppare carcinoma epatico e di mortalità per epatopatia cronica, mentre l’uso di FANS è stato associato solo a una riduzione del rischio di morte per malattia epatica cronica.Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2013