mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
25 Settembre 2012

RECIDIVA DI CANCRO POLMONARE NON A PICCOLE CELLULE IN STADIO INIZIALE DOPO RADIOTERAPIA STEREOTASSICA ABLATIVA

La recidiva tardiva dopo radioterapia stereotassica ablativa (SABR) è poco frequente e si manifesta secondo due schemi: il predominate è quello definito ‘out-of-field’, perché caratterizzato da recidiva isolata a distanza che si presenta precocemente malgrado la stadiazione iniziale con PET. Un terzo dei pazienti sviluppa invece recidiva isolata loco-regionale e proprio per questi pazienti è dunque importante stabilire un follow-up standardizzato per assicurare che siano considerati gli appropriati trattamenti di salvataggio. La SABR è sempre più utilizzata nel trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC), considerato clinicamente non operabile, in stadio iniziale. Poiché gli schemi di recidiva della malattia in stadio avanzato dopo SABR non sono ancora ben caratterizzati, i ricercatori olandesi hanno valutato gli esiti in una coorte di pazienti con NSCLC. I pazienti con NSCLC in stadio I – II confermato da tomografia a emissione di positroni con (18)F- fluorodesossiglucosio [(18)F-FDG-PET], identificati da un database istituzionale, sono stati trattati al VU University Medical Center di Amsterdam con SABR a dosi di 54 – 60 Gy, somministrate in 3 – 8 frazioni una volta al giorno secondo dimensioni e localizzazione del tumore. Il follow-up clinico e gli esami tomografici (CT) sono stati eseguiti ogni 3, 6 e 12 mesi e successivamente una volta all’anno. La ri-stadiazione con (18)F-FDG-PET è stata eseguita solo su indicazione clinica. Le localizzazioni iniziali delle recidive sono state classificate come locali, regionali e a distanza ed erano differenziate dai secondi tumori primari al polmone attraverso revisione del gruppo multidisciplinare dei tumori. Tra il 4 aprile 2003 e il 5 dicembre 2011, sono stati trattati con SABR 676 pazienti, dichiarati eleggibili per la valutazione delle recidive. Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), il follow-up mediano è stato di 32.9 mesi (IQR: 14.9 – 50.9). Dei 676 pazienti eleggibili, 124 (18%) hanno sviluppato recidiva della malattia. I tassi attuariali a due anni di recidiva locale, regionale e a distanza sono risultati rispettivamente del 4.9% (IC 95%: 2.7 – 7.1), 7.8% (IC 95%: 5.3 – 10.3) e 14.7% (IC 95%: 11.4 – 18.0). I corrispondenti tassi a 5 anni erano rispettivamente 10.5% (IC 95%: 6.4 – 14.6), 12.7% (IC 95%: 8.4 – 17.0) e 19.9% (IC 95%: 14.9 – 24.6). Considerando le 124 recidive, 82 (66%) erano a distanza e 57 (46%) erano isolate, a distanza. Recidive loco-regionali isolate si sono manifestate nei rimanenti 42 pazienti con recidiva della malattia (34%), 35 dei quali (83%) non hanno sviluppato successive recidive a distanza. I tempi mediani allo sviluppo della recidiva locale, regionale e a distanza erano rispettivamente 14.9 mesi (IC 95%: 11.4 – 18.4), 13.1 mesi (IC 95%: 7.9 – 18.3) e 9.6 mesi (IC 95%: 6.8 – 12.4). Nuove lesioni polmonari identificate come secondi tumori primari al polmone si sono sviluppate in 42 dei 676 pazienti (6%) entro un periodo mediano di 18.0 mesi (IC 95%: 12.5 – 23.5) dopo SABR. In conclusione, le recidive tardive dopo trattamento con SABR non sono frequenti e due distinti schemi rappresentano la maggior parte dei casi. Lo schema predominante è il tipo ‘out-of-field’, con recidive isolate a distanza che si presentano precocemente nonostante la stadiazione iniziale con PET. Secondo lo studio, un terzo dei pazienti sviluppa recidive loco-regionali isolate; per questi è importante definire follow-up standardizzati per assicurarsi che appropriati trattamenti di salvataggio vengano presi in considerazione.
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