sabato, 13 luglio 2024
Medinews
27 Gennaio 2014

RAPPORTO OASI: BENE I CONTI DELLA SANITÀ MA A RISCHIO SOSTENIBILITÀ DELLE CURE

I conti della sanità italiana sono in ordine ma in alcune Regioni esiste il rischio concreto di non riuscire a far fronte alle necessità della popolazione. E’ questo l’allarme contenuto nel Rapporto Oasi 2013 (Osservatorio sulle aziende e sul Sistema sanitario italiano), presentato la scorsa settimana all’Università Bocconi di Milano dal Cergas (Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale). Secondo lo studio, la sanità pubblica ha sistemato i conti nel breve periodo ma a discapito della performance sanitaria presente e futura. Questo fenomeno è causato dal contenimento della spesa per ogni singolo fattore produttivo e dalla contrazione degli investimenti in tecnologie e rinnovo infrastrutturale. La riduzione della spesa pubblica per la sanità non è compensata da un aumento di quella privata che, invece, segue il ciclo economico e il reddito disponibile dei consumatori. Forti sono però le differenze tra le varie Regioni. La media italiana è di 463 euro pro capite, ma si va dai 707 euro del Trentino Alto Adige ai 239 della Campania e le ultime posizioni sono tutte occupate da Regioni meridionali. Sempre secondo la Bocconi la sanità italiana, in media, paga i farmaci a 236 giorni e le attrezzature a 274, con una diminuzione di una ventina di giorni a metà 2013 rispetto a un anno prima. Anche in questo caso la variabilità all’interno della Penisola è altissima. Per le attrezzature si passa, infatti, dagli 83 giorni della Valle d’Aosta ai 929 della Calabria, mentre per i farmaci si va dai 75 giorni del Trentino Alto Adige ai 797 del Molise. Le regioni assoggettate ai piani di rientro per ridurre il debito pagano, in media, 280 giorni dopo le altre.
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