lunedì, 17 giugno 2024
Medinews
22 Settembre 2017

Randomized Phase III Trial of Adjuvant Pazopanib Versus Placebo After Nephrectomy in Patients With Localized or Locally Advanced Renal Cell Carcinoma

This phase III trial evaluated the efficacy and safety of pazopanib versus placebo in patients with locally advanced renal cell carcinoma (RCC) at high risk for relapse after nephrectomy. A total of 1,538 patients with resected pT2 (high grade) or ≥ pT3, including N1, clear cell RCC were randomly assigned to pazopanib or placebo for 1 year; 403 patients received a starting dose of 800 mg or placebo. To address toxicity attrition, the 800-mg starting dose was lowered to 600 mg, and … (leggi tutto)

Lo studio di fase III PROTECT ha valutato l’efficacia e la sicurezza della terapia adiuvante con pazopanib versus placebo per 1 anno in 1.538 pazienti sottoposti a nefrectomia per carcinoma renale a cellule chiare localmente avanzato (pT2 di alto grado, pT3 o N+). Il dosaggio del farmaco è stato ridotto da 800 a 600 mg/die in corso di studio per migliorarne la tollerabilità. Lo studio non ha dimostrato vantaggio in termini di sopravvivenza libera da malattia (DFS) per il trattamento adiuvante con pazopanib 600 mg/die rispetto al placebo (hazard ratio [HR] 0,86; IC 95%: 0,70 – 1,06; p = 0,165). La DFS nei pazienti trattati con pazopanib al dosaggio di 800 mg/die (endpoint secondario dello studio) è invece risultata migliore rispetto a quella dei pazienti che hanno ricevuto placebo (HR 0,69; IC 95%: 0,51 – 0,94). Il profilo di tossicità del farmaco è risultato sovrapponibile a quello già riportato negli studi di fase III condotti in pazienti metastatici, senza sostanziali differenze tra i due dosaggi (600 e 800 mg/die).
Prima dello studio PROTECT con pazopanib anche lo studio di fase III ASSURE, che si poneva l’obbiettivo di valutare l’efficacia di sunitinib o sorafenib nel trattamento adiuvante del carcinoma renale, aveva dato risultati negativi. Attualmente gli unici dati favorevoli vengono dallo studio S-TRAC, che ha valutato l’impiego di sunitinib o placebo per 1 anno come trattamento adiuvante in 615 pazienti con carcinoma renale ad alto rischio di recidiva, dimostrando un beneficio di 14 mesi in termini di DFS a favore di sunitinib.
Nonostante i molti sforzi fatti negli ultimi 30 anni per sviluppare una efficace strategia per il trattamento adiuvante del carcinoma renale, nessun farmaco trova ancora indicazione in questo setting.
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