sabato, 28 novembre 2020
Medinews
25 Luglio 2011

RADIOTERAPIA E DEPRIVAZIONE TEMPORANEA DI ANDROGENI NEL CANCRO ALLA PROSTATA

Nei pazienti con adenocarcinoma prostatico in stadio T1b, T1c, T2a o T2b e livelli di PSA (antigene prostatico specifico) inferiori a 20 ng/ml, una terapia di deprivazione androgenica per 4 mesi (ADT breve), iniziata prima e mantenuta durante la radioterapia, può ridurre significativamente la mortalità cancro-specifica e aumentare la sopravvivenza globale. Secondo un’analisi ‘post hoc’ del rischio, il beneficio si osserva soprattutto nei pazienti a rischio intermedio, non in quelli a basso rischio. Gli effetti di una ADT breve, somministrata prima e durante la radioterapia, sul controllo della malattia e sulla sopravvivenza globale nei pazienti con adenocarcinoma prostatico localizzato non erano ancora noti. Ricercatori californiani hanno randomizzato, tra il 1994 e il 2001, 1979 pazienti eleggibili, che presentavano adenocarcinoma prostatico in stadio T1b, T1c, T2a o T2b e livelli di PSA (antigene prostatico specifico) ≤ a 20 ng/ml, a sola radioterapia (n = 992) o a radioterapia associata a soppressione androgenica totale iniziata 2 mesi prima della radioterapia (ADT breve) per 4 mesi (terapia combinata; n = 987). Endpoint primario dello studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale) era la sopravvivenza globale. Endpoint secondari includevano la mortalità cancro-specifica, metastasi a distanza, alterazioni biochimiche (incremento dei livelli di PSA) e la percentuale di risultati positivi alla ripetizione della biopsia prostatica a 2 anni. Il follow-up mediano è stato di 9.1 anni. I risultati dello studio indicano una percentuale di sopravvivenza globale a 10 anni del 62% nel gruppo di pazienti in terapia combinata, rispetto al 57% di quelli che hanno ricevuto sola radioterapia (hazard ratio per decesso con sola radioterapia 1.17; p = 0.03). La combinazione della ADT breve alla radioterapia è stata associata a una riduzione della mortalità cancro-specifica a 10 anni dall’8 al 4% (hazard ratio per sola radioterapia 1.87; p = 0.001). Alterazioni biochimiche, metastasi a distanza e percentuale di risultati positivi alla biopsia prostatica ripetuta dopo 2 anni erano significativamente migliorati nei pazienti in terapia combinata. Effetti tossici acuti e tardivi indotti dalle radiazioni erano simili nei due gruppi e l’incidenza di effetti tossici di grado 3 o più elevato di tipo ormonale era inferiore al 5%. La ripetizione dell’analisi, in relazione al rischio, ha mostrato riduzioni della mortalità globale e cancro-specifica nei pazienti a rischio intermedio, ma nessuna riduzione significativa in quelli a basso rischio.
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