martedì, 16 agosto 2022
Medinews
18 Gennaio 2010

RADIOTERAPIA AD INTENSITÀ MODULATA E CAPECITABINA NEL CARCINOMA EPATICO NON RESECABILE

L’associazione di IMRT a capecitabina induce risposta parziale o stabilizzazione della malattia nella quasi totalità dei pazienti con una sopravvivenza che dipende dalla classe Child-Pugh. I pazienti con carcinoma epatico non operabile hanno limitate opzioni di trattamento. In questo studio pubblicato nella rivista Cancer (leggi abstract originale), i ricercatori del dipartimento di Radiologia Oncologica dello University of Virginia Health System hanno valutato l’applicabilità, la tossicità e l’efficacia della radioterapia ad intensità modulata (IMRT) e con somministrazione di capecitabina cronomodulata per il carcinoma epatico non operabile. Il trattamento con TC scanner a megavoltaggio, specificamente designato per erogare trattamenti IMRT, confinata al fegato, è stato offerto a 20 pazienti, il 55% dei quali era in classe Child-Pugh A e il 45% in classe B. Il 95% dei pazienti ha ricevuto 50 gray (Gy) come volume totale di radioterapia somministrata in 20 frazioni con contemporanea somministrazione di capecitabina cronomodulata. La chemioembolizzazione arteriosa è stata preceduta dalla radioterapia in 11 pazienti, mentre 9 hanno ricevuto sola IMRT per la presenza di trombosi venosa portale, varici esofagee o grossi noduli tumorali. La dimensione massima della massa tumorale (media) era 9 cm (range: 1.3-17.4), la dose media rilasciata al fegato sano era 22.6 Gy (range: 10-29 Gy) e il volume medio di fegato che ha ricevuto una dose > 30 Gy (V30) era 27.2% (range: 12-43%). Diciotto pazienti (90%) hanno completato il trattamento prestabilito di 50 Gy. Non è stato osservato alcun aumento superiore a 2 gradi, rispetto al basale, per quanto riguardava la tossicità acuta o tardiva. La risposta parziale o la stabilizzazione della malattia è stata raggiunta da 3 a 6 mesi dopo il trattamento in 15 di 16 pazienti considerati (94%). La sopravvivenza media (± deviazione standard) nei pazienti in classe Child-Pugh A e B è stata rispettivamente di 22.5±5.1 mesi e 8±3.3 mesi. In questo studio preliminare con IMRT accelerata e capecitabina nei pazienti con carcinoma epatico di grandi dimensioni, i risultati dimostrano una tossicità accettabile associata ad un buon controllo locale. La tossicità acuta e tardiva relativamente bassa suggerisce che l’intensificazione della dose possa essere incorporata nel regime di trattamento, se necessario.
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