lunedì, 2 ottobre 2023
Medinews
9 Dicembre 2013

RACCOMANDAZIONI SUL TEST DI HER2 NEL TUMORE MAMMARIO E AGGIORNAMENTO DELLE LINEE GUIDA ASCO/CAP DI CLINICA PRATICA

Al fine di aggiornare le raccomandazioni incluse nelle linee guida congiunte dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e del College of American Pathologists (CAP) sul test di HER2 (Human Epidermal growth factor Receptor 2) nelle pazienti con carcinoma della mammella per migliorarne l’accuratezza e l’utilità come marcatore predittivo nel tumore invasivo, le due società americane hanno nominato un ‘Update Committee’, che includesse gli autori delle linee guida 2007, per condurre una revisione sistematica della letteratura e aggiornare le raccomandazioni per ottenere una valutazione ottimale di HER2. L’Update Committee’ ha identificato criteri e aree che richiedono maggiore chiarezza per migliorare l’accuratezza del test di HER2 con i metodi di immunoistochimica (IHC) o ibridizzazione in situ (ISH). Le linee guida sono state quindi riesaminate e approvate da entrambe le organizzazioni scientifiche. L’Update Committee’ raccomanda che lo stato HER2 (negativo o positivo) sia determinato in tutte le pazienti con tumore mammario invasivo (in stadio iniziale o recidiva) basandosi su uno o più risultati (negativo, equivoco o positivo) del test di HER2. Le raccomandazioni, pubblicate congiuntamente in forma integrale sulle riviste Journal of Clinical Oncology (leggi testo) e Archives of Pathology & Laboratory Medicine, indicano che il test definisce lo stato HER2-positivo quando, osservando un’area tumorale che comprende > 10% di cellule tumorali contigue e omogenee, ci sia evidenza di iper-espressione della proteina (con IHC) o amplificazione del gene (numero di copie di HER2 o quoziente HER2/CEP17 determinato con ISH, basato sul conteggio di almeno 20 cellule nell’area individuata). Se i risultati fossero equivoci (criteri rivisti), dovrebbe essere condotto un ulteriore test di controllo utilizzando un metodo alternativo (IHC o ISH). Dovrebbe essere inoltre considerata la ripetizione del test se i risultati fossero discordanti con altri esiti isto-patologici. I laboratori infine dovrebbero dimostrare l’elevata concordanza con un test HER2 validato su un gruppo sufficientemente ampio e rappresentativo di campioni e lo stesso test dovrebbe essere eseguito in un laboratorio accreditato dal CAP o da altra entità di accreditamento. L’Update Committee’ spinge infine i professionisti della salute e i servizi sanitari a cooperare per assicurare la più elevata qualità del test.
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