La terapia favorisce la risposta tumorale e la stabilizzazione della malattia che influenzano positivamente anche la HRQoL
In uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, il pazopanib (800 mg QD; n = 290) somministrato a pazienti con carcinoma renale in stadio avanzato ha significativamente prolungato, rispetto al placebo (n = 145), la sopravvivenza libera da progressione (hazard ratio [HR] 0.46, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.34 – 0.62; p < 0.0001) senza alterare sostanzialmente la qualità di vita legata alla salute (HRQoL). I ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Evanston in Illinois hanno valutato con una analisi ‘post-hoc’ il tempo al peggioramento della HRQoL e se la stabilizzazione/risposta tumorale fosse associata alla variazione della HRQoL. La HRQoL è stata determinata utilizzando i questionari EORTC QLQ-C30 e EQ-5D. L’effetto di pazopanib sul tempo alla riduzione ≥ 20% dal valore basale dei punteggi principali è stato stimato per tutti i pazienti e per trattamento precedente. Le analisi sono stati condotte con diverse soglie di peggioramento della HRQoL. Variazioni della HRQoL sono state stratificate per il beneficio ottenuto e comparate: risposta completa (CR) o risposta parziale (PR) vs progressione (PD); CR/PR vs stabilizzazione della malattia (SD) e SD vs PD. Nello studio pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer (leggi abstract originale) è stato osservato un trend, nei pazienti trattati con pazopanib, verso una probabilità inferiore rispetto a quelli in placebo a sviluppare un declino ≥ 20% della HRQoL nella scala EORTC-QLQ-C-30 sullo stato di salute globale/QoL (HR 0.77, IC 95%: 0.57 – 1.03, p = n.s.). I risultati, analizzati per trattamento precedente e le diverse soglie di peggioramento della HRQoL, erano simili. I pazienti con CR/PR e SD hanno manifestato un minore aggravamento della HRQoL rispetto ai pazienti con PD (rispettivamente p < 0.001 e p = 0.0024); le differenze medie tra i pazienti con CR/PR e PD superavano la differenza minimamente importante (MID) pre-determinata. Le differenze tra pazienti con SD e PD, invece, non eccedevano la MID pre-determinata. I risultati erano generalmente stabili sia verso il trattamento che verso i punteggi finali di EQ-5D. Lo studio suggerisce quindi un profilo di rischio favorevole verso il beneficio con pazopanib e suggerisce che i pazienti che manifestano risposta tumorale e stabilizzazione della malattia possano avere una migliore HRQoL rispetto a quelli che non presentano alcuna risposta.Renal Cancer Newsgroup – Numero 8 – Agosto 2011