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1 Luglio 2014

PUÒ IL RITARDO DEL TRATTAMENTO INFLUENZARE GLI ‘OUTCOME’ DEL TUMORE DEL COLON OPERABILE?

Esisterebbe una relazione inversa tra ritardo del trattamento e sopravvivenza e recidiva che riflette un adeguato conferimento di priorità nei casi avanzati e ad alto rischio e al contempo mostra che, abbinando per stadio e categoria di rischio, il ritardo del trattamento non è stato associato ad ‘outcome’ peggiori nei pazienti con tumore del colon. Il ritardo del trattamento, o tempo che intercorre tra diagnosi e procedura chirurgica, può avere un effetto peggiorativo sugli ‘outcome’ del tumore. Questo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Surgical Oncology (leggi abstract), ha esaminato l’effetto del ritardo del trattamento sugli ‘outcome’ correlati al tumore in un’ampia serie continua di pazienti con tumore del colon trattati chirurgicamente. I ricercatori statunitensi hanno riesaminato tutti i casi di tumore del colon trattati chirurgicamente presso il centro di Chirurgia Generale e Gastrointestinale del Massachusetts General Hospital e Harvard Medical School di Boston tra il 2004 e il 2011. I casi dei pazienti sottoposti a chemioterapia preoperatoria, ammissione d’urgenza, trattamenti palliativi e diagnosi incidentali e post-operatorie sono stati esclusi. Il ritardo del trattamento è stato correlato con gli ‘outcome’ in modelli di regressione univariata e multivariata e del rischio proporzionale. Nei 769 pazienti inclusi, per qualsiasi incremento nel quartile di ritardo del trattamento, la probabilità di morte è diminuita con una odds ratio (OR) di 0.78 (p = 0.001) e la recidiva metastatica con una OR di 0.78 (p = 0.013); una più breve sopravvivenza mostrava un hazard ratio (HR) di 0.81 (p = 0.001) e una più breve sopravvivenza libera da malattia un HR di 0.72 (p < 0.001). La regressione multivariata, aggiustata per la stadiazione al momento basale, ha fortemente ridotto questi HR, che quindi non erano più significativi. Simili modalità sono state osservate nei gruppi ad alto rischio, che includevano malattia in stadio III, minoranze etniche, pazienti con margini positivi e con invasione vascolare extramurale. In conclusione, la relazione inversa tra ritardo del trattamento e sopravvivenza e recidiva riflette un adeguato conferimento di priorità nei casi avanzati e ad alto rischio e al contempo mostra che, abbinando per stadio e categoria di rischio, il ritardo di trattamento non è stato associato ad ‘outcome’ peggiori nei pazienti con tumore del colon. Dunque, secondo gli autori, un ragionevole ritardo tra diagnosi e successiva chirurgia non peggiora gli ‘outcome’ dei pazienti ma permette una maggiore flessibilità per la pianificazione del trattamento e giustifica l’utilizzo di questo tempo per completare un’appropriata valutazione pre-operatoria e della stadiazione, migliorando la qualità e la sicurezza della resezione e del trattamento.
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