sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
4 Dicembre 2009

PROPOSTA ORDINI MEDICI, TELECAMERE IN OSPEDALI E AMBULANZE ANTI-AGGRESSIONI

Avanza l’idea di installare telecamere di sorveglianza anche negli ospedali e sulle ambulanze. A proporla è il segretario nazionale della Federazione degli Ordini dei medici, Gabriele Peperoni, che è anche presidente dell’Ordine dei medici di Napoli. “Una città – ha spiegato – dove le aggressioni ai medici e agli infermieri dei pronto soccorso sono quotidiane. Soprattutto da parte dei parenti e degli accompagnatori del paziente”. Purtroppo questi episodi si registrano in tutta Italia, non solo a Napoli. “Quello degli attacchi agli operatori sanitari – ha spiegato Peperoni – è un problema nazionale. Anche se credo che nel Centro-Sud sia più accentuato. Si corrono gravi rischi soprattutto nei pronto soccorso, che sono la porta di accesso naturale da parte del cittadino bisognoso di cure. Ecco perché ritengo che installare strumenti di videosorveglianza all’ingresso di questi locali, magari utilizzando i fondi ex articolo 20 per l’edilizia sanitaria possa essere una buona soluzione. Uno strumento utile ad allontanare almeno i balordi. Così come credo che sia una buona idea quella di posizionare una piccola telecamera anche sull’esterno del portellone posteriore delle ambulanze. In modo da avere un quadro più chiaro dello scenario, prima di aprire il mezzo e scendere con la lettiga”. “Qualunque progetto teso a garantire più sicurezza agli operatori sanitari è ben accetto – ha evidenziato il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco – Installare telecamere va quindi bene, a patto di tutelare la privacy dei cittadini”, precisa. Ricorrere a questi strumenti non è però l’unica soluzione. Per Peperoni, infatti, il problema è culturale. “Per risolverlo – ha sottolineato – servirebbe una buona informazione”. Un segnale potrebbe arrivare dal nuovo ministero della Salute. “Uno dei primi atti del nuovo ministro – ha concluso Peperoni – dovrebbe essere l’avvio di una campagna di educazione e informazione ai cittadini sul funzionamento dei pronto soccorso, sulle difficoltà che incontrano gli operatori che ci lavorano. Così da rendere più consapevoli e collaborativi i cittadini”.
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