domenica, 25 settembre 2022
Medinews
29 Luglio 2014

PROPOSTA DI NUOVA DEFINIZIONE CLINICO-PATOLOGICA SURROGATO DI TUMORE MAMMARIO SOTTOTIPO INTRINSECO LUMINALE A

La definizione patologica aggiornata dei sottotipi molecolari intrinseci, stilata dai ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, può massimizzare il numero di pazienti classificate come sottotipo intrinseco ‘simil-luminale A’, nelle quali l’uso di agenti citotossici dovrebbe essere evitato. Nel 2013, il St. Gallen International Expert Panel ha riconosciuto un significativo progresso nella caratterizzazione patologica dei sottotipi di tumore mammario. Un’utile definizione surrogato della malattia ‘simil-luminale A’, distinta dalla ‘simil-luminale B’, potrebbe essere ottenuta utilizzando una combinazione di recettore per gli estrogeni (ER), recettore per il progesterone (PgR) e Ki-67, senza richiedere alcuna diagnostica molecolare. Le differenze dipendono dalla scelta del valore soglia di Ki-67 e necessità di sostanziale positività a PgR. I ricercatori hanno verificato l’appropriatezza della nuova definizione surrogato dei sottotipi luminali in termini di controllo della malattia a distanza in un’ampia serie di pazienti. Nello studio pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research (leggi testo), 9415 donne con tumore mammario iniziale, ER-positivo, HER2(human epidermal growth factor receptor 2)-negativo, operate all’Istituto Europeo di Oncologia tra il 1994 e il 2006, sono state seguite per una mediana di 8.1 anni. Gli autori hanno valutato la sopravvivenza libera di malattia a distanza delle pazienti con Ki-67 ‘basso’ (< 14%), ‘intermedio’ (14 – 19%) e ‘alto’ (≥ 20%), stratificate per espressione di PgR (‘negativo o basso’ vs ≥ 20%). Hanno quindi calcolato l’incidenza cumulativa di eventi a distanza considerando gli eventi concorrenti e conducendo un’analisi multivariata aggiustata per pT, pN, grado, invasione vascolare peri-tumorale e stato menopausale. I risultati dello studio indicano che l’assenza di sostanziale positività a PgR era associata ad ‘outcome’ più sfavorevoli solamente nelle pazienti con Ki-67 ‘intermedio’ (p < 0.001). Le 4890 pazienti (51.9%) con Ki-67 ‘basso’ (qualsiasi stato di PgR) o con Ki-67 ‘intermedio’, ma sostanziale positività a PgR, avevano un ‘outcome’ comparabile buono e possono costituire un gruppo più avvantaggiato rispetto a quelle con malattia ‘simil-luminale A’. In conclusione, questa definizione patologica aggiornata dei sottotipi molecolari intrinseci può massimizzare il numero di pazienti classificate come sottotipo intrinseco ‘simil-luminale A’ nelle quali l’uso di agenti citotossici dovrebbe essere per la maggior parte evitato.
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