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17 Maggio 2011

PROGRESSIONE DEL CARCINOMA ENDOCRINO DEL PANCREAS METASTATICO O LOCALMENTE AVANZATO

La gran parte dei pazienti con carcinoma endocrino del pancreas (PEC) in stadio avanzato sono destinati a veder progredire la loro malattia. Il più importante fattore di rischio di progressione è l’indice Ki67, che dovrebbe aiutare i clinici a gestire i PEC per pianificare appropriati programmi di follow-up e le strategie terapeutiche. Le conoscenze sul decorso clinico dei PEC sono tuttavia ancora molto limitate. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) ha valutato il tempo alla progressione dei PEC in stadio avanzato e identificato i fattori predittivi in grado di selezionare sottogruppi di pazienti a più alto rischio di progressione. In questa analisi multicentrica retrospettiva, sono stati arruolati 202 pazienti con PEC in stadio avanzato. Per la stadiazione sono state seguite le linee guida della European Neuroendocrine Tumors Society: il grado è stato determinato attraverso l’indice di proliferazione, con immunoistochimica di Ki67. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione, che è stata valutata con il metodo di Kaplan-Meier, e un modello di regressione del rischio proporzionale di Cox è stato utilizzato per identificare i fattori predittivi di progressione tumorale. I ricercatori afferenti a vari centri oncologici italiani (Università “La Sapienza” di Roma, Università di Verona, Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, Istituto Europeo di Oncologia di Milano, Università di Bologna e Università di Torino) hanno arruolato 172 pazienti con PEC ben differenziato e 30 con tumore poco differenziato; 34 avevano tumore in stadio III e 168 in stadio IV; il 19.7% era di grado G1, il 60.1% di grado G2 e il restante 20.2% di grado G3. La malattia ha mostrato progressione in 166 pazienti (82.2%), ad un intervallo mediano di 10 mesi (range interquartile: 5 – 22) dalla diagnosi. I risultati hanno indicato una sopravvivenza mediana libera da progressione di 14 mesi, dipendente dal grado G (p < 0.001) e dalla differenziazione tumorale (p < 0.001) e che variava in quei pazienti che non avevano ricevuto trattamento anti-tumorale (p = 0.002). Il maggiore fattore di rischio di progressione identificato era l’indice di proliferazione Ki67 (hazard ratio 1.02 per incremento unitario; p < 0.001) e la sopravvivenza globale a 5 anni è stata del 44.1%.
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