giovedì, 25 febbraio 2021
Medinews
13 Gennaio 2015

PROGNOSI DEL CARCINOMA AL COLON IN STADIO II E III TRATTATO CON 5-FU O FOLFIRI ADIUVANTE IN RELAZIONE ALLO STATO DI INSTABILITÀ DEI MICROSATELLITI: RISULTATI DELLO STUDIO PETACC-3

I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) confermano che nei pazienti con carcinoma del colon in stadio II un’elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) è fattore fortemente prognostico della sopravvivenza libera da recidiva (RFS) e della sopravvivenza globale (OS). Sebbene il carcinoma del colon con instabilità dei microsatelliti (MSI) abbia una prognosi più favorevole di quello che presenta stabilità dei microsatelliti (MSS), l’impatto varia con i parametri clinico-patologici. Ricercatori europei, coordinati dal Swiss Group for Clinical Cancer Research (SAKK) di Berna, hanno esaminato come lo stato di MSI possa influenzare la prognosi in uno studio di popolazione di pazienti con carcinoma del colon in stadio II e III, trattati con 5-FU/LV o FOLFIRI. A questo scopo hanno esaminato i campioni di tessuto di 1254 pazienti in 10 diversi loci e li hanno classificati come MSI-H, quando 3 o più loci erano instabili, e MSS, in caso contrario. Endpoint dello studio erano OS e RFS. I pazienti con carcinoma del colon in stadio II con MSI-H hanno mostrato RFS e OS migliori rispetto a quelli con MSS (rispettivamente, hazard ratio [HR] 0.26, IC 95%: 0.10 – 0.65; p = 0.004 e HR 0.16, IC 95%: 0.04 – 0.64; p = 0.01). Nei pazienti in stadio III, la RFS era leggermente migliore nel gruppo con carcinoma al colon con MSI-H (HR 0.67, IC 95%: 0.46 – 0.99; p = 0.04), ma la differenza di OS non era statisticamente significativa (HR 0.70, IC 95%: 0.44 – 1.09; p = 0.11); gli ‘outcome’ dei pazienti con carcinoma al colon con MSI-H non erano diversi tra i due bracci di trattamento. La RFS era migliore nei pazienti con carcinoma del colon con MSI-H rispetto a MSS al colon destro e sinistro, mentre la OS era significativa solo nel colon destro. Nei pazienti con carcinoma del colon con mutazione KRAS e BRAF, ma non in quelli ‘wild-type’ doppio, RFS e OS erano significativamente migliori quando i tumori mostravano anche MSI-H. Un test di interazione era statisticamente significativo per lo stato KRAS e MSI (p = 0.005), ma non per lo stato BRAF (p = 0.14). In conclusione, i risultati di questo studio confermano che nei pazienti con carcinoma al colon in stadio II, meno in quelli in stadio III, un’elevata instabilità dei microsatelliti è fattore fortemente prognostico di sopravvivenza libera da recidiva e globale. In presenza di trattamento con 5-FU, i pazienti con tumori in stadio II con elevata instabilità dei microsatelliti mantengono il beneficio di sopravvivenza rispetto a quelli con bassa instabilità/stabilità dei microsatelliti e l’aggiunta di irinotecan non migliora il beneficio.
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