lunedì, 4 maggio 2026
Medinews
22 Luglio 2014

PROFILASSI DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN PAZIENTI ONCOLOGICI AMBULATORIALI

Il rischio di tromboembolismo venoso è da 4 a 7 volte superiore nei pazienti oncologici rispetto alle persone senza tumore, ma è ancora più elevato nei pazienti con tumori solidi (cancro al pancreas) ed ematologici o che ricevono chemioterapia o radioterapia e in quelli sottoposti a procedure chirurgiche o con metastasi o trombofilie ereditarie. I meccanismi suggeriti includono produzione di mucina da parte del tumore, esposizione di superfici e microparticelle ricche di fattori tessutali, produzione di cisteina proteinasi che porta a formazione di trombina e, infine, ipossia locale. Il rischio di tromboembolismo varia con il tipo di tumore, di trattamento e dalla presenza di un’altra patologia. Nella revisione pubblicata sulla rivista News England Journal of Medicine (vedi link), Jean M. Connors del Brigham and Women’s Hospital e Dana-Faber Cancer Institute di Boston riassume quanto attualmente noto sull’argomento. I dati di uno studio prospettico osservazionale in circa 2700 pazienti oncologici sono stati utilizzati per ottenere un modello di punteggio del rischio (da 0 a 7), con il valore più alto corrispondente a un più elevato rischio di tromboembolismo venoso. Secondo questo modello, l’incidenza del rischio di tromboembolismo venoso è risultata pari a 0.3% nei pazienti a basso rischio (0 punti) e 6.7% in quelli a più alto rischio (≥ 3 punti), in un periodo mediano di 2.5 mesi. Più ampi studi sulla profilassi del tromboembolismo venoso in pazienti ambulatoriali sono lo studio PROTECHT (Prophylaxis of Thromboembolism during Chemotherapy) e SAVE-ONCO (Evaluation of AVE5026 in the Prevention of Venous Thromboembolism in Cancer Patients Undergoing Chemotherapy), che hanno coinvolto 1150 e 3212 pazienti trattati rispettivamente con nadroparina e semuloparina vs placebo. Nel primo studio è stata osservata una riduzione del 50% degli eventi venosi e arteriosi compositi (2.0 vs 3.9%; p = 0.02), mentre nel secondo l’incidenza globale di tromboembolismo venoso è risultata pari a 0.2% con semuloparina vs 3.4% nel gruppo con placebo (hazard ratio 0.36, IC 95%: 0.21 – 0.60; p < 0.001). Un’analisi retrospettiva ‘real-world’ che ha coinvolto 27479 pazienti ha suggerito tassi più elevati di tromboembolismo venoso di quanto riportato negli studi clinici: 7.3% (range: 4.6 – 11.6) dopo 3.5 mesi di chemioterapia e 13.5% dopo 12 mesi (range: 9.5 – 21.3) di trattamento. Ulteriori fattori di rischio di tromboembolismo venoso nei pazienti oncologici ambulatoriali sono la prolungata immobilizzazione e l’uso di terapia ormonale (tamoxifene) o con inibitori dell’angiogenesi. La profilassi del tromboembolismo dovrebbe essere consigliata anche ai pazienti con metastasi, storia di embolismo polmonare potenzialmente fatale o trombosi venosa profonda degli arti inferiori o compressione clinicamente significativa delle vene principali (cava inferiore, epatica e portale, ecc) causata dal tumore. Un rischio maggiore è osservato nei pazienti con neoplasie ematologiche e tumore del pancreas, tuttavia il rischio di sanguinamento può essere molto elevato nei pazienti ematologici per il coinvolgimento midollare e l’uso di chemioterapia mielosoppressiva, in particolare nelle persone con mieloma multiplo (uso di talidomide o lenalidomide associati a chemioterapia o desametasone): in questi pazienti, la terapia deve essere valutata caso per caso pesando i rischi e i benefici. In questa revisione sono inoltre messe a confronto le linee guida dell’American College of Chest Physicians (ACCP), dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e del National Comprehensive Cancer Network (NCCN), che presentano sottili differenze ma tutte concordemente consigliano l’uso della profilassi di routine del tromboembolismo venoso nei pazienti oncologici ambulatoriali.
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.