Medinews
14 Ottobre 2013

PROFILASSI DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO E TRATTAMENTO DEI PAZIENTI ONCOLOGICI: AGGIORNAMENTO DELLE LINEE GUIDA ASCO DI CLINICA PRATICA

I pazienti con tumore dovrebbero essere periodicamente esaminati riguardo al rischio di tromboembolismo venoso (TEV) e, d’altra parte, gli oncologi dovrebbero educare il paziente sui segni e sintomi del TEV. Per stilare raccomandazioni su profilassi e trattamento del TEV in pazienti oncologici, sono state considerate la profilassi nei pazienti ambulatoriali, ospedalizzati e in ambito perioperatorio, e il trattamento e l’uso di anticoagulanti come terapia specifica del tumore. Dopo aver condotto una revisione sistematica della letteratura sul database di MEDLINE e della Cochrane Collaboration Library, tra dicembre 2007 e dicembre 2012, l’Update Committee di esperti dell’American Society of Clinical Oncology (tra cui la dott.ssa Anna Falanga, direttore di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, Laboratorio di Emostasi e Trombosi dell’Ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo) ha esaminato l’evidenza per stabilire quali raccomandazioni richiedessero revisione. In totale, 42 pubblicazioni rientravano nei criteri di eleggibilità, tra queste 16 revisioni sistematiche e 24 studi clinici controllati, randomizzati. La maggior parte dei pazienti oncologici ospedalizzati deve essere sottoposto a tromboprofilassi durante il periodo di ricovero. La tromboprofilassi di routine non è invece raccomandata nei pazienti ambulatoriali con tumore, ma può essere presa in considerazione in quelli ad alto rischio, dopo selezione. Nelle raccomandazioni pubblicate sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) sono compresi anche i pazienti con mieloma multiplo che ricevono agenti anti-angiogenesi associati alla chemioterapia e/o a desametasone e che dovrebbero ricevere profilassi con eparina a basso peso molecolare (LMWH) o aspirina a basso dosaggio. Tutti i pazienti sottoposti a chirurgia maggiore per il tumore dovrebbero ricevere la profilassi per il tromboembolismo venoso, prima della procedura, continuando per almeno 7 – 10 giorni; l’estensione della profilassi fino a 4 settimane dovrebbe essere presa in considerazione nei pazienti ad alto rischio. LMWH è raccomandata per i primi 5 – 10 giorni di trattamento della trombosi venosa profonda e dell’embolismo polmonare o per la profilassi secondaria a lungo termine (6 mesi). L’utilizzo di nuovi anticoagulanti orali non è attualmente raccomandato nei pazienti con neoplasie maligne e TEV e non dovrebbe essere applicato per il trattamento del cancro in assenza di altre indicazioni. In conclusione, i pazienti oncologici dovrebbero essere periodicamente sottoposti a valutazione del rischio di tromboembolismo venoso e, d’altra parte, gli oncologi dovrebbero educare i pazienti a riconoscere segni e sintomi della malattia.
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