lunedì, 17 giugno 2024
Medinews
5 Maggio 2017

Professional Burnout in European Young Oncologists: Results of The European Society For Medical Oncology (ESMO) Young Oncologists Committee Burnout Survey

Burnout in health care professionals could have serious negative consequences on quality of patient care, professional satisfaction and personal life. Our aim was to investigate the burnout prevalence, work and lifestyle factors potentially affecting burnout amongst European oncologists ≤40 (YOs). A survey was conducted using the validated Maslach Burnout Inventory (MBI) and additional questions exploring work/lifestyle factors. Statistical analyses were … (leggi tutto)

La sindrome da “burnout” è conosciuta anche come “esaurimento professionale”, poiché si manifesta in ambito lavorativo, in particolare a seguito di una situazione stressante prolungata nel tempo. In inglese, il termine “burnout” significa “bruciato”, “scoppiato”, e venne utilizzato già negli anni ‘70 dalla psichiatra americana Maslach, che lo ha contestualizzato nella sfera lavorativa per evidenziare un disagio che colpisce quelle professioni caratterizzate da continue relazioni interpersonali, potenzialmente problematiche. La sindrome da “burnout” è caratterizzata da tre dimensioni principali: il deterioramento progressivo dell’impegno e della soddisfazione sul lavoro (low accomplishment); il deterioramento delle emozioni (emotional exhaustion) e la mancanza di adattamento tra la persona e il lavoro (depersonalisation). Lo Young Oncologist Committee di ESMO ha realizzato, negli anni scorsi, una interessante survey sul fenomeno del “burnout” nei giovani oncologi. Si potrebbe pensare che il “burnout” sia riscontrato prevalentemente nei colleghi più anziani, dopo molti anni di attività, ed invece i dati della survey, appena pubblicati su Annals of Oncology, ci ricordano che il problema è molto rappresentato anche nei giovani. La survey è stata condotta su 737 partecipanti (di tutte le età), da 41 Paesi europei. Come prevedibile, visto che la survey era stata promossa dai giovani dell’ESMO, l’81% dei rispondenti erano giovani (sotto i 40 anni). Una grande percentuale di rispondenti (71%) ha evidenziato “burnout” (nel dettaglio, il 50% depersonalizzazione, 45% esaurimento emotivo e 35% scarsa soddisfazione). Gli autori hanno anche tentato un’analisi multivariata dei fattori associati al rischio di “burnout”, evidenziando come fattori significativi la regione geografica (rischio maggiore nell’Europa centrale rispetto ai Paesi scandinavi), l’insoddisfacente equilibrio tra lavoro e vita privata, la mancanza di possibilità di accedere a servizi di supporto, il vivere da soli e un inadeguato tempo dedicato alla vacanza. “Questa survey – commenta Francesco Massari, coordinatore del working group Giovani Oncologi di AIOM, – conferma quanto il “burnout” in effetti sia estremamente comune tra i giovani oncologi europei, tra i quali emerge l’importanza dell’accesso ai servizi di supporto psicologico e della possibilità di poter usufruire di adeguati periodi di allontanamento dal lavoro. Il tema del “burnout” è peraltro molto sentito anche tra i giovani oncologi in Italia: si tratta di un argomento spesso trattato anche dal nostro working group AIOM Giovani.”
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