mercoledì, 6 luglio 2022
Medinews
20 Febbraio 2012

PREVISIONE DI SOPRAVVIVENZA IN PAZIENTI CON CANCRO POLMONARE NSCLC NON SQUAMOSO DOPO RESEZIONE CHIRURGICA

Un dosaggio quantitativo con metodologia PCR permette di identificare i pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule (NSCLC), non squamoso, in stadio precoce, ad alto rischio di morte dopo resezione chirurgica. La frequenza di recidiva che si osserva con NSCLC in stadio precoce viene generalmente attribuita a malattia metastatica non rilevata durante l’asportazione completa del tumore. D’altra parte, però, il trattamento di questi pazienti dipende dalla stadiazione prognostica che offre la selezione dei pazienti che più probabilmente presentano malattia occulta. I ricercatori dell’Università della California di San Francisco, in collaborazione con colleghi cinesi e statunitensi, hanno messo a punto e validato un nuovo dosaggio, pratico e affidabile, che migliori la stratificazione del rischio rispetto al metodo convenzionale. Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale), gli autori hanno sviluppato in una coorte di 361 pazienti con NSCLC non squamoso, sottoposti a resezione presso la loro istituzione, un dosaggio di espressione di 14 geni che utilizza PCR quantitativa su campioni di tessuto fissati in formalina (inclusi in paraffina) e che differenzia i pazienti con prognosi statistiche eterogenee. Il dosaggio è stato successivamente validato indipendentemente dalla Kaiser Permanente Division of Research in una coorte, in cieco, di 433 pazienti con NSCLC non squamoso allo stadio I, operati negli ospedali del Kaiser Permanente Northern California, e in una coorte di 1006 pazienti con NSCLC non squamoso in stadio I-III, sottoposti a chirurgia presso vari centri oncologici associati al China Clinical Trials Consortium (CCTC). I risultati dell’analisi di Kaplan-Meier, sulla coorte di validazione del Kaiser, hanno indicato una sopravvivenza globale a 5 anni del 71.4% (IC 95%: 60.5 – 80.0) nei pazienti a basso rischio, del 58.3% (IC 95%: 48.9 – 66.6) in quelli a rischio intermedio e del 49.2% (IC 95%: 42.2 – 55.8) in quelli ad alto rischio (p trend = 0.0003). Un’analisi simile condotta sulla coorte del CCTC ha indicato percentuali di sopravvivenza globale a 5 anni di 74.1% (IC 95%: 66.0 – 80.6) nei pazienti a basso rischio, 57.4% (IC 95%: 48.3 – 65.5) in quelli a rischio intermedio e 44.6% (IC 95%: 40.2 – 48.9) in quelli ad alto rischio (p trend < 0.0001). L’analisi multivariata in entrambe le coorti ha suggerito che nessun fattore di rischio clinico standard può spiegare, o fornire, l’informazione prognostica offerta dall’espressione genica tumorale: il nuovo dosaggio ha migliorato l’accuratezza prognostica oltre il limite offerto dai criteri del National Comprehensive Cancer Network per i tumori ad alto rischio in stadio I (p < 0.0001) e ha permesso di differenziare i pazienti a basso, medio e alto rischio in tutti gli stadi della malattia. In conclusione, il dosaggio basato su PCR quantitativa, pratico e affidabile, sviluppato dai ricercatori californiani, permette di identificare i pazienti con NSCLC non squamoso, in stadio precoce, ad alto rischio di morte dopo la resezione chirurgica.
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