martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
13 Giugno 2011

PREVENZIONE CON EXEMESTANE DEL CANCRO ALLA MAMMELLA NELLE DONNE IN POST-MENOPAUSA

Il farmaco, un inibitore delle aromatasi, riduce significativamente il rischio di sviluppare un tumore invasivo quando somministrato alle donne in post-menopausa a rischio moderatamente aumentato di cancro alla mammella. Durante un follow-up di 3 anni, l’assunzione di exemestane non è stata associata a effetti tossici gravi e solo a una lieve alterazione della qualità di vita legata alla salute. In prevenzione primaria del cancro alla mammella, tamoxifene e raloxifene sono poco accettati dalle pazienti. Gli inibitori delle aromatasi, d’altra parte, prevengono più potentemente i tumori alla mammella controlaterale e presentano meno effetti collaterali del tamoxifene quando somministrati alle pazienti con cancro mammario in stadio precoce. Lo studio randomizzato contro placebo, in doppio cieco, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale) è stato disegnato per rilevare una riduzione relativa del 65% di cancro invasivo della mammella in donne over-35 in post-menopausa che presentavano almeno uno dei seguenti fattori di rischio: età ≥ 60 anni, punteggio del rischio di Gail a 5 anni > 1.66% (probabilità percentuale di cancro invasivo della mammella entro 5 anni), precedente iperplasia duttale o lobulare atipica o carcinoma lobulare in situ, o carcinoma duttale in situ con mastectomia. Gli effetti tossici e la qualità di vita, sia legata alla salute che tipica della menopausa, sono stati misurati dai ricercatori dello studio NCIC CTG (National Cancer Institute of Canada Clinical Trials Group) MAP.3. Un totale di 4560 donne (età mediana 62.5 anni e punteggio mediano del rischio di Gail 2.3%, arruolate in centri statunitensi, canadesi, francesi e spagnoli) è stato randomizzato a exemestane o placebo. Ad un follow-up mediano di 35 mesi, sono stati diagnosticati 11 casi di cancro invasivo della mammella nelle donne trattate con exemestane e 32 casi tra quelle assegnate a placebo, con una riduzione relativa del 65% dell’incidenza annuale di cancro invasivo della mammella (0.19% vs 0.55%, hazard ratio [HR] 0.35, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.18 – 0.70; p = 0.002). L’incidenza annuale di tumori mammari invasivi e non invasivi (carcinoma duttale in situ) è risultata dello 0.35% con exemestane e dello 0.77% nel gruppo placebo (HR 0.47, IC 95%: 0.27 – 0.79; p = 0.004). Eventi avversi si sono manifestati nell’88% delle donne in trattamento con exemestane e nell’85% di quelle randomizzate a placebo (p = 0.003), senza alcuna differenza significativa tra i due gruppi in termini di fratture scheletriche, eventi cardiovascolari, altri tumori o morti legate al trattamento. Sono state evidenziate solo minime differenze della qualità di vita.
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