Medinews
30 Agosto 2012

PRESSIONI ECONOMICHE PER L’UTILIZZO DEI BIOSIMILARI IN ONCOLOGIA

Il principale razionale per l’impiego dei farmaci biosimilari è la riduzione dei costi. Lo sviluppo del mercato dei farmaci biosimilari dipenderà quindi dal grado di richiesta di risparmio da parte di governi, assicurazioni/assistenza medica e individui e dal risparmio assoluto, che potrebbe derivare dalla sostituzione dei farmaci originali. L’articolo del prof. Paul Cornes, del Centro di Ematologia e Oncologia della Bristol University in Inghilterra, ha esaminato il grado di costrizione finanziaria della futura spesa sanitaria e i problemi legali o di sicurezza che potranno esercitare un impatto su ogni linea di spesa. Una ricerca strutturata della letteratura è stata condotta per identificare gli studi pubblicati fino al 27 agosto 2011; quando disponibili dati da più fonti su uno stesso argomento, sono stati preferiti gli articoli pubblicati da istituzioni multinazionali o nazionali piuttosto che regionali o da ospedali singoli. Quasi tutti i sistemi sanitari affrontano attualmente pressioni significative sui costi. La duplice spinta, di aumento della prevalenza di cancro per l’invecchiamento della popolazione e dei costi della medicina antitumorale che crescono più in fretta dell’inflazione, rende l’oncologia il caso più significativo di singolo costo. Per alcuni governi, entro un decennio, l’assistenza medica diventerà inaccessibile e la maggior parte dei Paesi occidentali ha previsto l’uso di biosimilari come misura di controllo dei costi. La loro introduzione nell’Unione Europea ha già indotto una riduzione dei prezzi, sia quello dei biosimilari stessi che diminuzioni competitive nei farmaci originali. Ed è previsto un tasso di crescita composita annuale del loro uso pari al 65,8%. La maggior parte dei Paesi industrializzati ha deciso di appoggiare l’uso dei biosimilari come importante misura di controllo dei costi e solo ostacoli legali e problemi legati alla sicurezza potranno agire contro questa tendenza. Nei sistemi sanitari centralizzati e in quelli caratterizzati da una forte tradizione verso l’uso di generici, la previsione di utilizzo dei biosimilari supererà sicuramente l’80% per la prescrizione di alcuni farmaci biologici entro un anno dall’immissione sul mercato americano. Rimandare l’attuazione di tali programmi rischia tuttavia di creare una crisi reale della distribuzione sanitaria per molti Paesi e ospedali che pochi in questo momento si possono permettere.
TORNA INDIETRO