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10 Febbraio 2014

POTENZIALE TERAPEUTICO ED EVENTI AVVERSI DI EVEROLIMUS NEL TRATTAMENTO DEL CARCINOMA EPATICO

Everolimus è un inibitore di mTOR (mammalian target of rapamycin) attivo per via orale. Diversi studi randomizzati, controllati, hanno dimostrato benefici di sopravvivenza con everolimus alla dose di 10 mg al giorno nei tumori solidi. Inoltre, l’immunosoppressione indotta dall’inibitore di mTOR è associata a benefici di sopravvivenza nei pazienti con carcinoma epatico che hanno ricevuto trapianto del fegato. Tuttavia, sono stati anche evidenziati un basso tasso di riduzione del volume tumorale e alcuni eventi avversi. Questa revisione sistematica e meta-analisi, pubblicata sulla rivista Cancer Medicine (leggi testo), condotta dai ricercatori dello University Hospital di Heidelberg, in collaborazione con i colleghi della Kyoto University, riassume gli effetti antitumorali e gli eventi avversi di everolimus e valuta la sua possibile applicazione nel carcinoma epatico in stadio avanzato. Per la meta-analisi degli eventi avversi sono stati utilizzati studi randomizzati, controllati, su tumori solidi; gli odds ratio degli eventi avversi sono stati calcolati con il metodo di Peto. Molti studi preclinici hanno dimostrato gli effetti antitumorali di everolimus, come quello anti-proliferativo e anti-angiogenico, tuttavia, sono state osservate alcune differenze negli effetti osservati in studi animali in vivo, specifici per il trattamento del carcinoma epatico. Al contempo, studi clinici hanno dimostrato che il tasso di risposta a everolimus come singolo agente era basso, sebbene si possano attendere benefici di sopravvivenza. La meta-analisi ha evidenziato comparsa di stomatite (odds ratio 5.42, intervallo di confidenza [IC] 95%: 4.31 – 6.73), iperglicemia (odds ratio 3.22, IC 95%: 2.37 – 4.39), anemia (odds ratio 3.34, IC 95%: 2.37 – 4.67), polmonite (odds ratio 6.02, IC 95%: 3.95 – 9.16), livelli di aspartato aminotransferasi (odds ratio 2.22, IC 95%: 1.37 – 3.62) e di alanina aminotrasferasi sierica (odds ratio 2.94, IC 95%: 1.75 – 5.02). In conclusione, everolimus alla dose di 10 mg al giorno ha significativamente aumentato il rischio di eventi avversi in questi pazienti. Quindi, per ottenere la sua inclusione tra le terapie convenzionali standard per il carcinoma epatico, sono necessari ulteriori studi per potenziare gli effetti antitumorali e controllare gli eventi avversi di everolimus.
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