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4 Novembre 2014

POSIZIONE UFFICIALE DELL’AMERICAN SOCIETY OF CLINICAL ONCOLOGY SULLA RELAZIONE TRA OBESITÀ E CANCRO

I tassi di obesità sono aumentati significativamente negli ultimi trent’anni, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. Oltre a contribuire allo sviluppo di malattie cardiache e diabete, l’obesità è uno dei fattori di rischio più importanti, non riconosciuti, per il cancro. L’obesità è stata associata a una prognosi più sfavorevole dopo la diagnosi di tumore, ma influisce negativamente anche sulla somministrazione di terapie sistemiche, contribuisce alla morbidità del trattamento anticancro e può aumentare il rischio di secondi tumori e di co-morbidità. La ricerca ha suggerito che il periodo di tempo dopo la diagnosi di tumore può servire come occasione per insegnare a motivare le persone ad adottare comportamenti di vita che riducono il rischio. Per questa ragione, il team di cura, cioè il gruppo che è a stretto contatto con il paziente nel periodo più critico, dopo la diagnosi di tumore, si trova in una posizione unica per aiutare i pazienti a perdere peso e apportare altri cambiamenti per ottenere uno stile di vita più sano. L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) si è impegnata a ridurre l’impatto dell’obesità sul cancro e ha messo a punto un’iniziativa diversificata per raggiungere questo scopo: 1) stimolando l’educazione e la consapevolezza dell’evidenza che lega l’obesità al cancro; 2) fornendo strumenti e risorse adeguate per aiutare il personale dei reparti di oncologia a parlare di obesità con i pazienti; 3) costruendo e incoraggiando la preparazione di un’intensa agenda di ricerca per favorire le conoscenze sulla fisiopatologia delle alterazioni del bilancio energetico, per valutare l’impatto delle modifiche del comportamento di vita sugli ‘outcome’ del tumore e per trovare i metodi migliori per aiutare i lungo-sopravviventi a rendere più efficaci e utili i cambiamenti dello stile di vita e, infine, 4) sollecitando il progresso politico e sistematico per colpire i fattori sociali che contribuiscono alla diffusione dell’obesità e per migliorare l’accesso ai servizi di controllo del peso per i pazienti oncologici. La posizione dell’ASCO è stata pubblicata in esteso sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi testo).
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