sabato, 28 gennaio 2023
Medinews
26 Gennaio 2010

PIANO ONCOLOGICO CON ROTTAMAZIONE VECCHIE ATTREZZATURE

Prevenzione, innovazione e ricerca, riduzione dei “gap” tra le varie aree del paese, rottamazione delle vecchie apparecchiature per sostituirle con nuovi e aggiornati macchinari. Questi i punti salienti del nuovo piano oncologico nazionale per il 2010-2012, presentato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, e che dovrà ora passare all’ esame della Stato-Regioni. Tra le novità più rilevanti, proprio l’incentivo sulla rottamazione dei macchinari più vecchi, per i quali, ha spiegato Armando Santoro, oncologo all’Istituto Humanitas e esperto del ministero che ha messo a punto il piano, e’ già stata fatta una mappa della situazione su tutto il territorio nazionale. Un intervento che dovrebbe comportare, fermo restando che il tutto va sottoposto alle Regioni, un investimento di almeno 500 milioni di euro. “L’oncologia – ha spiegato Fazio – è una delle priorità del Ministero, se si considera che ogni anno si stimano oltre 250 mila nuovi casi di tumore e che nel 2010 oltre 2 milioni di cittadini hanno già fatto i conti o combatteranno la loro battaglia contro la malattia. Appare evidente quindi la necessità di un’adeguata programmazione dello sviluppo tecnologico e della distribuzione delle risorse disponibili”. Il piano prevede anche il potenziamento e l’incentivazione di studi e finanziamenti internazionali per migliorare la competitività dell’Italia nella ricerca oncologica, che, ha sottolineato Fazio, “è già all’avanguardia in Europa”, e “iniziative di prevenzione primaria, secondaria e terziaria”, studiando sistemi per accompagnare il percorso del paziente oncologico all’interno del Servizio sanitario nazionale, “senza mai lasciarlo solo, dalla diagnosi all’ospedale, fino al ritorno sul territorio per la continuità assistenzale”. Il piano, ha spiegato il ministro, “affronta i problemi in maniera moderna e innovativa, considerando che siamo già uno dei leader mondiali del settore”. Parallelamente al piano è prevista “la creazione di una rete oncologica nazionale, che dovrà raccogliere le nostre eccellenze sul piano clinico e scientifico. Serve un database fondato su quantità e qualità delle prestazioni e le casistiche operatorie, in modo che i cittadini sappiano quali sono le reti di eccellenza”.
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