sabato, 28 gennaio 2023
Medinews
15 Marzo 2010

PET-FDG POST-TERAPIA QUALE FATTORE PROGNOSTICO NEL CARCINOMA EPATICO NON OPERABILE

Anche altri fattori, come i livelli di alfa-fetoproteina, lo stadio clinico e i criteri di Milano, valutati dopo il trattamento, sono predittivi di sopravvivenza globale. Per chiarire il ruolo prognostico della tomografia ad emissione di positroni con (18)F-fluorodeossiglucosio (PET-FDG), ricercatori giapponesi del Shiga Medical Center Research Institute hanno condotto uno studio retrospettico di coorte analizzando i fattori clinici che alterano la sopravvivenza globale dei pazienti sottoposti a terapia non chirurgica per il carcinoma epatico non operabile. Ai 67 pazienti con epatocarcinoma non operabile, sottoposti a chemioembolizzazione trans-catetere (TACE, n = 24), chemioterapia per infusione arteriosa trans-catetere (n = 31), ablazione in radiofrequenza (n = 5) o chemioterapia sistemica (n = 7), è stata eseguita PET-FDG per la valutazione dell’effetto terapeutico entro un mese dalla fine della terapia. La percentuale di sopravvivenza globale è stata valutata con analisi univariata e multivariata dei parametri clinici e di laboratorio più rilevanti prima e dopo la terapia, che includevano analisi PET visiva e quantitativa con SUV (standardized uptake value) massimo di FDG. La diagnosi PET delle lesioni post-terapeutiche si è rivelata un buon fattore predittivo di sopravvivenza globale dei pazienti con carcinoma epatico non operabile. Il gruppo di pazienti a basso ‘uptake’ di FDG ha mostrato una sopravvivenza significativamente più lunga (media: 608 giorni) di quelli inclusi nel gruppo ad alto ‘uptake’ di FDG (p < 0.0001). L’analisi multivariata ha indicato quattro fattori prognostici significativi di sopravvivenza: i livelli di alfa-fetoproteina (= 400 ng/ml; p = 0.004), la diagnosi visiva PET (p = 0.006), lo stadio clinico (UICC, stadio IV; p = 0.04) e i criteri di Milano (p = 0.03), tutti dopo la terapia. I parametri clinici analizzati prima della terapia, i SUV ottenuti da PET-FDG dopo la terapia (5.0 o più) o altri fattori non hanno invece raggiunto la significatività. I risultati dello studio pubblicato nella rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging (leggi abstract originale) suggeriscono che la PET, eseguita dopo la terapia, può rappresentare un buon fattore predittivo di sopravvivenza globale nei pazienti con epatocarcinoma non operabile, mentre la valutazione PET prima del trattamento, i marcatori tumorali e la stadiazione clinica non sono utili a questo fine.
TORNA INDIETRO