domenica, 29 novembre 2020
Medinews
26 Aprile 2011

PEG-INTERFERONE IN PAZIENTI CIRROTICI CON EPATITE C PER LA PREVENZIONE DEL CARCINOMA EPATICO

La terapia non garantisce tutti, né impedisce lo sviluppo del tumore, ma esisterebbe un potenziale beneficio nei pazienti con preesistente ipertensione portale. Molti studi hanno suggerito che basse dosi di interferone possono ritardare lo sviluppo di carcinoma epatico e la progressione dell’epatite C cronica. Ricercatori catalani hanno esaminato l’incidenza di eventi clinici in pazienti con epatite C cronica, che non rispondevano alla terapia con interferone alfa e ribavirina e partecipavano al programma EPIC(3) (Evaluation of PegIntron in Control of Hepatitis C Cirrhosis). I dati analizzati sono stati ottenuti da uno studio randomizzato aperto di pazienti con epatite C che non avevano risposto al trattamento con interferone-alfa e ribavirina. Tutti i 98 pazienti presentavano cirrosi compensata e nessuna evidenza di carcinoma epatico: hanno ricevuto PEG-interferone alfa-2b (0.5μg/kg alla settimana, n = 311) o nessun trattamento (controlli, n = 315) per un periodo massimo di 5 anni o fino ad evidenza di un evento clinico (scompenso epatico, carcinoma epatico o trapianto di fegato). La misura primaria di efficacia era il tempo al primo evento clinico. Nello studio pubblicato sulla rivista Gastroenterology (leggi abstract originale) non è stata osservata differenza significativa dell’intervallo di tempo al primo evento clinico tra i pazienti che hanno ricevuto PEG-interferone alfa-2b rispetto ai controlli (hazard ratio [HR] 1.452, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.880 – 2.396). Inoltre, non c’era evidenza di riduzione dello sviluppo di epatocarcinoma con la terapia. Il tempo alla progressione della malattia (eventi clinici o varici nuove o allargate) era significativamente più lungo nei pazienti che avevano ricevuto PEG-interferone alfa-2b rispetto ai controlli (HR 1.564, IC 95%: 1.130 – 2.166). In una sotto-analisi prospettica dei pazienti che presentavano ipertensione portale alla valutazione basale, PEG-interferone alfa-2b ha dimostrato allungare significativamente il tempo al primo evento clinico rispetto ai controlli (p = 0.016). Non sono state apportate nuove osservazioni sulla sicurezza. In conclusione, la terapia di mantenimento con PEG-interferone alfa-2b non proteggerebbe tutti i pazienti, né preverrebbe lo sviluppo di epatocarcinoma, ma un potenziale beneficio clinico della terapia nel lungo termine è stato evidenziato nella categoria di pazienti che soffrivano di ipertensione portale alla valutazione iniziale.
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