martedì, 5 luglio 2022
Medinews
7 Aprile 2011

PEG-INTERFERONE IN PAZIENTI CIRROTICI CON EPATITE C PER LA PREVENZIONE DEL CARCINOMA EPATICO

La terapia non garantisce tutti, né impedisce lo sviluppo del tumore, ma esisterebbe un potenziale beneficio in quelli con pre-esistente ipertensione portale

Molti studi hanno suggerito che basse dosi di interferone possono ritardare lo sviluppo di carcinoma epatico e la progressione dell’epatite C cronica. Ricercatori catalani hanno esaminato l’incidenza di eventi clinici in pazienti con epatite C cronica, che non rispondevano alla terapia con interferone alfa e ribavirina e partecipavano allo studio randomizzato, aperto, EPIC(3) (Evaluation of PegIntron in Control of Hepatitis C Cirrhosis). Tutti i pazienti presentavano cirrosi compensata e nessuna evidenza di carcinoma epatico; hanno ricevuto peg-interferone alfa-2b (0.5mg/kg alla settimana, n = 311) o nessun trattamento (controlli, n = 315) per un periodo massimo di 5 anni o fino ad evidenza di un evento clinico (scompenso epatico, carcinoma epatico o trapianto di fegato) in 98 pazienti. La misura primaria di efficacia era il tempo al primo evento clinico. Nello studio pubblicato sulla rivista Gastroenterology (leggi abstract originale) non è stata osservata differenza significativa nel tempo al primo evento clinico tra i pazienti che hanno ricevuto peg-interferone alfa-2b rispetto ai controlli (hazard ratio [HR] 1.452, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.880 – 2.396). Inoltre, non c’era evidenza di riduzione dello sviluppo di epatocarcinoma con la terapia. Il tempo alla progressione della malattia (eventi clinici o varici nuove o allargate) era significativamente più lungo nei pazienti che avevano ricevuto peginterferone alfa-2b rispetto ai controlli (HR 1.564, IC 95%: 1.130 – 2.166). In una sotto-analisi prospettica dei pazienti che presentavano ipertensione portale alla valutazione basale, peginterferone alfa-2b ha allungato significativamente il tempo al primo evento clinico rispetto ai controlli (p = 0.016). Non sono state apportate nuove osservazioni sulla sicurezza. In conclusione, la terapia di mantenimento con peginterferone alfa-2b non protegge tutti i pazienti, né previene lo sviluppo di epatocarcinoma, ma un potenziale beneficio clinico della terapia nel lungo termine è stato evidenziato nella categoria di pazienti che soffrivano di ipertensione portale alla valutazione iniziale.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2011
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