domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
10 Marzo 2017

Patterns of computed tomography surveillance in survivors of colorectal cancer at Veterans Health Administration facilities

Annual computed tomography (CT) scans are a component of the current standard of care for the posttreatment surveillance of survivors of colorectal cancer (CRC) after curative-intent resection. The authors conducted a retrospective study with the primary aim of assessing patient, physician, and organizational characteristics associated with the receipt of CT surveillance among veterans. The Department of Veterans Affairs Central Cancer Registry was used to identify … (leggi tutto)

L’analisi retrospettiva pubblicata su Cancer aveva l’obiettivo di descrivere l’impiego di tomografia computerizzata (TC) nel follow-up dei pazienti operati per neoplasia colo-rettale, allo scopo di valutare l’eventuale discordanza con le linee guida ASCO sia nel senso di un abuso di TC (più di 1 TC ogni 12 mesi nei primi 2 anni di follow-up), sia nel senso di un sotto-impiego (vale a dire non esecuzione di 1 TC ogni 12 mesi per i primi 2 anni). L’analisi è stata condotta su pazienti in stadio II o in stadio III, che avevano ricevuto la diagnosi nel periodo compreso tra il 2001 ed il 2009. Gli autori hanno diviso la casistica in due gruppi, rispettivamente diagnosticati prima e dopo il 2005, l’anno nel quale era stato pubblicato l’aggiornamento delle linee guida ASCO sul follow-up in questo setting (le precedenti linee guida ASCO non raccomandavano l’esecuzione di TC nel follow-up). Gli autori non hanno evidenziato differenze significative nel numero degli esami eseguiti nei 2 periodi di tempo e hanno descritto una percentuale non trascurabile di casi in cui il follow-up era discordante dalle linee guida per difetto (vale a dire che non avevano ricevuto la TC annuale) e anche una percentuale non trascurabile di casi che, in uno o entrambi gli anni successivi alla diagnosi, avevano ricevuto più di una TC all’anno. I pazienti più giovani e i pazienti in stadio III, rispetto a quelli in stadio II, erano a maggior rischio di essere sottoposti a un numero eccessivo di TC rispetto a quanto previsto dalle linee guida ASCO. Anche se i dati si riferiscono a pazienti statunitensi e la verifica dell’appropriatezza è basata sulla concordanza con le linee guida dell’ASCO, l’articolo ha il merito di portare alla nostra attenzione il rilevante tema dell’appropriatezza degli esami di follow-up per i pazienti oncologici sottoposti a trattamento con intento curativo. Nelle linee guida AIOM, la forza della raccomandazione relativa alla TC è debole (a differenza delle raccomandazioni positive forti relative all’esecuzione dell’esame clinico ogni 4-6 mesi per i primi 3 anni e ogni 6 mesi per i 2 anni successivi; CEA ogni 3-4 mesi per i primi 3 anni e ogni 6 mesi per i 2 anni successivi; colonscopia entro 1 anno dall’intervento e in seguito dopo 3 anni in assenza di adenomi e quindi ogni 5 anni). Nello specifico, la raccomandazione relativa alla TC recita: “TC torace e addome superiore con contrasto ogni 6-12 mesi per i primi 3-5 anni in funzione dell’entità del rischio. L’ecografia ha una minore sensibilità e può sostituire la TC, preferibilmente con l’impiego di contrasti ecografici, in caso di difficoltà logistiche e nei pazienti non candidabili ad ulteriori programmi chirurgici. Qualità dell’evidenza SIGN D (opinione del panel), forza della raccomandazione positiva debole; TC o RMN pelvica: ogni 6-12 mesi nei primi 2 anni e annualmente nei 3 anni successivi, nei pazienti operati di carcinoma del retto, in funzione dell’entità del rischio. Qualità dell’evidenza SIGN D (opinione del panel), forza della raccomandazione positiva debole.”
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