mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
24 Febbraio 2014

ORARI DEI MEDICI, L’ITALIA DEFERITA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA UE

La Commissione Europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione per non aver applicato correttamente la Direttiva sull’orario di lavoro ai medici operanti nel servizio sanitario pubblico. Attualmente la normativa del nostro Paese priva questi medici del loro diritto a un limite nell’orario lavorativo settimanale e a un minimo di periodi di riposo giornalieri. In forza della normativa italiana diversi dei diritti fondamentali contenuti nella direttiva sull’orario di lavoro, come il limite di 48 ore stabilito per l’orario lavorativo settimanale medio e il diritto a periodi minimi giornalieri di riposo di 11 ore consecutive, non si applicano ai “dirigenti” operanti nel servizio sanitario nazionale. La direttiva non consente però agli Stati membri di escludere “i dirigenti o le altre persone aventi potere di decisione autonomo” dal godimento di tali diritti. Tuttavia, i medici attivi nel servizio sanitario pubblico italiano sono formalmente classificati quali ‘dirigenti’, senza necessariamente godere delle prerogative o dell’autonomia dirigenziali durante il loro orario di lavoro. Inoltre, la normative italiana contiene altre disposizioni e regole che escludono i lavoratori del servizio sanitario nazionale dal diritto di riposo giornaliero e settimanale minimo. Dopo aver ricevuto diverse denunce, la Commissione ha inviato nel maggio 2013 all’Italia un ”parere motivato” in cui le chiedeva di adottare le misure necessarie per assicurare che la legislazione nazionale ottemperasse alla direttiva.
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