sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
19 Marzo 2012

OPINIONE CLINICA PROVVISORIA DELL’AMERICAN SOCIETY OF CLINICAL ONCOLOGY SULL’INTEGRAZIONE DELLE CURE PALLIATIVE IN ONCOLOGIA

Il consenso di esperti dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology) suggerisce la combinazione delle terapie oncologiche standard con le cure palliative in ogni paziente con cancro metastatico e/o avanzato da intraprendere fin dall’inizio del trattamento. Le strategie per ottimizzare le cure palliative concomitanti ai trattamenti oncologici standard e la valutazione dell’impatto sugli ‘outcome’ importanti nel paziente e nel ‘caregiver’ (ad es. qualità di vita [QoL], sopravvivenza, utilizzo dei servizi di cura della salute e costi) e sulla società, dovrebbero essere un’area di intensa ricerca. L’ASCO ha rilasciato un’opinione clinica provvisoria (PCO), pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), aggiornata e rivolta a tutti membri dopo la pubblicazione o la presentazione di dati di importanti studi che potrebbero potenzialmente alterare la pratica clinica. Questa PCO riguarda l’integrazione dei servizi di cura palliativa nella pratica oncologica standard al momento della diagnosi di cancro avanzato o metastatico. Le cure palliative sono frequentemente mal interpretate come sinonimo di cura di fine vita, sono volte invece a dare sollievo della sofferenza, in tutti i suoi aspetti, durante la malattia. Sebbene l’utilizzo dell’hospice e di altri servizi di cura palliativa al termine della vita sia aumentato, molti pazienti sono ricoverati in hospice meno di 3 settimane dalla loro morte, limitando il beneficio che possono ricevere da questi servizi. Potenzialmente, migliorando la QoL, i costi delle cure e persino la sopravvivenza dei pazienti con cancro metastatico, le cure palliative assumono rilevanza maggiore per il trattamento dei pazienti oncologici. Non è passato tanto tempo da quando i dati degli studi randomizzati controllati (RCT), che dimostravano benefici delle cure palliative nei pazienti con cancro metastatico che avevano ricevuto cure oncologiche standard, sono stati resi disponibili. Sette pubblicazioni di RCT forniscono le basi di questa PCO, basata sulla forte evidenza di uno studio RCT di fase III, secondo cui ai pazienti con cancro polmonare metastatico non a piccole cellule si dovrebbero offrire sia le cure palliative assieme allo standard di cura oncologica fin dalla diagnosi iniziale. Se da una parte non è stato ancora dimostrato un beneficio di sopravvivenza dal coinvolgimento iniziale delle cure palliative in ambito oncologico, sostanziale evidenza dimostra che le stesse, quando combinate ai trattamenti standard per il cancro o come principale indirizzo di cura, possano ottenere esiti migliori in paziente e ‘caregiver’. Questi includono miglioramento dei sintomi, della QoL e la soddisfazione del paziente, assieme a un carico ridotto per il ‘caregiver’. Il precoce coinvolgimento delle cure palliative porta anche ad un più appropriato riferimento e uso dell’hospice e a un ridotto utilizzo di inutili cure intensive. Mentre l’evidenza che offre chiarimenti sulla somministrazione ottimale delle cure palliative per migliorare gli esiti del paziente sta evolvendo, ad oggi nessuno studio clinico ha dimostrato un danno a pazienti e ‘caregiver’ o costi eccessivi in seguito al coinvolgimento precoce delle cure palliative. Quindi, il consenso degli esperti dell’ASCO suggerisce la combinazione dei trattamenti oncologici standard con le cure palliative precocemente nella terapia di qualsiasi paziente con cancro metastatico o con sintomi gravi. Le strategie per ottimizzare questa combinazione e la valutazione del suo impatto sugli importanti esiti di paziente e ‘caregiver’ (ad esempio, la QoL, la sopravvivenza, l’utilizzo di servizi di cure sanitarie e i costi) e sulla società, dovrebbero rappresentare un’area di intensa ricerca. In una nota, gli autori chiariscono che le PCO dell’ASCO riflettono il consenso di esperti basato sull’evidenza clinica e sulla letteratura disponibile al momento della stesura e sono intese ad assistere i medici nella decisione clinica e ad identificare questioni e ambiti per la ricerca futura. Data la rapida diffusione dell’informazione scientifica in oncologia, nuova evidenza può emergere anche dopo la sottomissione di questa opinione per la pubblicazione. Le PCO non sono aggiornate continuamente e possono anche non riflettere la più recente evidenza scientifica, non possono inoltre tener conto della variazione individuale dei pazienti e non possono essere considerate comprensive di tutti gli appropriati metodi di cura o esclusive di altri. È responsabilità del medico curante o di altro ‘provider’ della salute, con esperienza indipendente e conoscenza del paziente, valutare il miglior trattamento per il paziente. In accordo con questa affermazione, l’adesione a ogni PCO è volontaria, con l’ultima decisione spettante allo specialista sulla base delle circostanze individuali di ciascun paziente. Le PCO dell’ASCO descrivono l’uso di procedure e terapie in studi clinici e non possono essere assunte come decisive per l’uso di questi interventi nella pratica clinica. L’ASCO non si assume alcuna responsabilità su danni arrecati a persone o cose, che insorgano o siano collegati all’applicazione di una PCO o ad ogni errore od omissione.
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