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26 Settembre 2011

ONU: CONTRO IL CANCRO PIÙ TASSE SU SIGARETTE E SCREENING

Più tasse sui tabacchi, screening di prevenzione e migliore accesso alle cure palliative. Sono i punti principali della mozione finale adottata durante la Riunione di Alto Livello alle Nazioni Unite dedicata alla lotta contro le malattie non trasmissibili (NCDs) nell’ambito dei lavori della 66esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a cui hanno partecipato 192 Stati Membri. Ogni anno le malattie non trasmissibili falciano 36 milioni di vite e causano il 63% dei decessi nel mondo. Solo per il cancro nel 2010 si sono verificati 13,3 milioni di nuovi casi e secondo l’Oms nel 2030 saliranno a 21,5 milioni. La mortalità causata dalle malattie non trasmissibili è destinata ad aumentare fino a diventare “epidemica”, le previsioni parlano di 65 milioni di decessi nel 2030. “Oggi – commenta la Favo, presente con una delegazione al meeting – è stato siglato dai Capi di Stato dei 192 Paesi un documento importante che dà un nuovo impulso all’Agenda della Sanità mondiale anche se per certi versi poteva essere più coraggioso”. Il documento siglato e condiviso è frazionato in 57 punti ed è dedicato alla cura e alla prevenzione delle malattie non trasmissibili. Tra le novità importanti del documento, spiega il presidente della Favo, Francesco de Lorenzo, “l’inserimento del cancro e delle altre malattie non trasmissibili nell’agenda dell’Onu, quindi il riconoscimento a livello mondiale dell’importanza del problema e dell’urgente bisogno di intraprendere nuove azioni. Si tratta di primi passi, importanti, verso un impatto positivo sulla salute globale che farà attenzione non soltanto ai problemi della salute ma anche agli aspetti economici e sui diritti umani. Le indicazioni operative più concrete ed immediate sono: un’ulteriore tassazione sul tabacco per ridurne il consumo; la diffusione dei vaccini e degli screening per prevenire il cancro; un facilitato accesso alle cure palliative e alla riabilitazione”. Tra i successi della missione alle Nazioni Unite di Favo c’è anche il riconoscimento del lavoro del volontariato. “Grazie all’azione congiunta della nostra Federazione con la delegazione del Governo italiano – ha spiegato Elisabetta Iannelli, Vicepresidente AIMaC – è stato inserito nella dichiarazione il ruolo delle associazioni dei malati nella lotta contro queste patologie e ciò nonostante la ferma opposizione dei G77 e della Russia. Il volontariato rientra, pertanto, a pieno titolo tra gli attori che affiancheranno l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel monitoraggio e nelle politiche comuni in materia di NCDs”.
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