martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
28 Febbraio 2011

OMS: EMERGENZA SMOG NELLE CITTÀ ITALIANE

Nelle principali città della Penisola continua l’allarme smog che sottrae ad ogni italiano nove mesi di vita. A mettere in guardia dagli effetti dell’inquinamento sulla salute è il Centro europeo ambiente e salute dell’Oms, ricordando che “la situazione ambientale relativa alle emissioni di polveri sottili da trasporto urbano rimane critica nelle maggiori città italiane”. Secondo dati recenti, nel 2010 48 capoluoghi di provincia hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo (mg/m3) di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. Una situazione confermata dalle stime dell’Agenzia europea per l’ambiente, che riporta 17 città italiane tra le prime 30 europee più inquinate, con Torino, Brescia e Milano ai primi posti della classifica. A Roma la concentrazione media annua di polveri sottili rilevata da centraline di fondo urbano situate nei parchi, corrisponde a oltre 30 mg/m3 ed è più elevata della media europea di 24,6 mg/m3. “Il Pm emesso dal trasporto su strada rappresenta la principale fonte di emissione di particolato nelle aree metropolitane italiane e il suo impatto si conferma un problema di sanità pubblica considerevole. In Italia ogni cittadino perde in media nove mesi di vita per esposizione al particolato – afferma Marco Martuzzi, responsabile impatto ambientale sulla salute del Centro europeo Oms – Morti premature e malattie croniche e acute continuano a colpire individui e famiglie, la diminuzione dell’attesa di vita e della capacità produttiva pesa sulla nostra società. E infine, il costo di migliaia di ricoveri ospedalieri indebolisce il nostro sistema sanitario”. L’ultimo studio sulla situazione in Italia, pubblicato nel 2006 dal Centro europeo dell’Oms per conto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), stimava oltre 8.000 decessi l’anno in 13 città italiane per gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico da particolato fine (Pm). La mortalità è legata agli effetti a lungo termine attribuibili alle concentrazioni di Pm10 superiori ai 20 mg/m3, limite raccomandato dalle linee guida sulla qualità dell’aria dell’Oms. Le principali malattie killer dovute all’esposizione al particolato sono patologie cardiocircolatorie e respiratorie e cancro al polmone, che interessano in particolare le persone che già ne soffrono e gli anziani. L’impatto è importante anche per bronchiti, asma, sintomi respiratori in bambini e adulti, ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie e perdita di giornate lavorative e di scuola. Rispetto ai dati 2006, la misurazione delle concentrazioni di inquinanti nel nostro Paese è cambiata. In molte città esaminate allora (Milano, Torino, Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Venezia-Mestre), da anni ormai il Pm2.5 è misurato in maniera routinaria e altre città hanno iniziato i rilevamenti (Genova, Verona, Padova, Trieste). Considerando i soli 30 capoluoghi di provincia della Pianura Padana, i morti dovuti alle polveri potrebbero superare i 7000 l’anno, in base a calcoli elaborati applicando la metodologia dello studio precedente. Il centro europeo Oms invoca perciò “un’azione politica che affronti il problema del trasporto in maniera sistematica e strutturale: è necessaria e urgente. Un guadagno in salute sostenibile – sottolinea l’Oms – può essere ottenuto solo grazie a politiche che mirino al contenimento delle emissioni dei mezzi privati a motore integrando migliorie tecnologiche di veicoli e carburanti, incentivi fiscali e con una pianificazione urbana che promuova la pratica di camminare e andare in bicicletta in condizione di sicurezza e un trasporto pubblico pulito ed efficiente”.
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