sabato, 20 luglio 2024
Medinews
10 Dicembre 2013

OCSE: CALA LA SPESA SANITARIA IN UN PAESE SU 3

Come documentato dal rapporto annuale Health at a Glance 2013 pubblicato dall’Ocse per la cooperazione e lo sviluppo economico un terzo dei 34 paesi ha visto una contrazione degli investimenti in sanità, e in generale la tendenza, a parte rare eccezioni, è andata verso un minore aumento anche nei paesi che spendevano di più. Per l’Italia il calo stimato è dello 0,4% in termini reali nel triennio 2009-2011, con una spesa procapite arrivata a 3.012 dollari, inferiore alla media Ocse che è di 3.322 e con Norvegia, Svizzera e Olanda che superano i 5mila e gli Usa largamente in testa con più di 8mila. Se paragonato ai vicini’ europei il nostro paese è quello che spende meno in questo settore, preceduti solo da Portogallo, Grecia e Slovenia. Proprio la Grecia è la nazione che ha dovuto fare più sacrifici in questo senso, con un calo nel triennio dell’11%, ma anche l’Irlanda ha imposto ai conti una notevole riduzione, con un calo del 6,6%. In generale, avverte l’Ocse, la spesa media dei 33 paesi tra il 2009 e il 2011 è cresciuta solo dello 0,2%, mentre tra il 2000 e il 2009 era aumentata del 4,1, segno che un po’ tutti hanno tirato la cinghia. I benefici di breve termine dovuti ai tagli alla spesa sanitaria sono destinati ad essere largamente superati dagli impatti di lungo termine sulla salute della popolazione, e quindi sulla spesa. In particolare secondo l’Ocse le fasce più povere della popolazione sono quelle più a rischio di subire le conseguenze dei tagli, privandosi di terapie e controlli medici. Le spese che nella media Ocse sono scese di più, sottolinea il documento, sono quella per i farmaci e quella per la prevenzione, che nel triennio di crisi hanno fatto segnare un -1,7%.
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