sabato, 2 maggio 2026
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9 Dicembre 2009

NUOVO TRATTAMENTO PER IL CANCRO DEL POLMONE A PICCOLE CELLULE

Il tumore del polmone è la più comune causa di morte per cancro. Infatti, il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) è all’inizio sensibile alla chemioterapia, ma rapidamente manifesta recidive chemio-resistenti e una sopravvivenza globale inferiore al 5%. Ancora oggi, quindi, si ricercano nuove terapie che permettano anche una più approfondita conoscenza della biologia tumorale specifica. Ricercatori dell’Imperial College di Londra avevano già suggerito un coinvolgimento del fattore di crescita dei fibroblasti (FGF-2) nella proliferazione e chemioresistenza delle cellule di SCLC. Il loro nuovo studio pubblicato nella rivista Cancer Research (leggi abstract originale) mostra il blocco della crescita clonogenica e della proliferazione in SCLC H-510 e H-69 da parte di un inibitore del recettore di FGF (FGFR), il PD173074. L’inibizione è dose-dipendente e previene la chemioresistenza indotta da FGF-2: gli effetti correlano con l’inibizione della transfosforilazione dei recettori FGFR1 e FGFR2. I ricercatori hanno anche determinato l’efficacia di una somministrazione orale quotidiana di PD173074 per 28 giorni in due modelli animali di SCLC umano. Nei topi trapiantati con SCLC H-510, è stato osservato un blocco della crescita tumorale simile a quello che si verifica con la somministrazione di un singolo agente antitumorale, il cisplatino, che migliora la sopravvivenza mediana rispetto agli animali di controllo (‘sham-treated’). Quando al cisplatino è stato associato il PD173074, l’effetto è stato significativamente migliore. Negli impianti di H-69, il PD173074 ha indotto risposte complete di durata superiore a 6 mesi nel 50% dei topi. Questi risultati non erano conseguenza di un’alterazione del circolo tumorale, ma correlavano con un incremento dell’apoptosi (caspasi 3 e riduzione di citocheratina 18) nei tumori sviluppati ed analizzati. In vivo, la PET con 3’-deossi-3’-[(18)F]fluorotimidina ([(18)F]FLT-PET) ha mostrato una ridotta proliferazione intratumorale ai giorni 7-14 negli animali vivi trattati con il nuovo agente. Gli autori auspicano la realizzazione di studi clinici che considerino inibitori di FGFR quali nuovi farmaci orali per il trattamento di pazienti con SCLC e l’utilizzo della metodica d’immagine [(18)F]FLT-PET nella visualizzazione in fase precoce dell’evidenza di risposta in vivo.
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