mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
23 Febbraio 2010

NUOVO TARGET DI METASTASI OSSEE LEGATO AD ATTIVAZIONE DEGLI OSTEOCLASTI

La relaxina è un potente stimolatore della genesi degli osteoclasti da precursori ematopoietici e regolatore dell’attività delle cellule mature, è un ormone pleiotropico che agisce su tessuti riproduttivi e non, e sembra avere un ruolo nella biologia dei tumori. L’ormone promuove la crescita, la differenziazione e l’invasività di diversi tumori, specialmente quelli che sviluppano metastasi ossee (mieloma multiplo, carcinoma della mammella e della prostata). Infatti, la concentrazione sierica di relaxina è aumentata nei pazienti con metastasi ossee. Nelle metastasi osteolitiche la distruzione di tessuto osseo è mediata dagli osteoclasti, cellule multinucleate che derivano da progenitori ematopoietici. Dopo aver osservato che cellule progenitrici ematopoietiche umane e osteoclasti maturi esprimevano il recettore della relaxina (RXFP1), ricercatori dell’Università di Padova hanno studiato gli effetti della relaxina su differenziazione, attivazione ed espressione genica degli osteoclasti durante la genesi in vitro da cellule progenitrici umane ematopoietiche. La relaxina da sola era in grado di indurre il processo di differenziazione di osteoclastogenesi umana con modalità simili a quelle risultanti ad opera di stimolatori classici dell’osteoclastogenesi (RANKL, M-CSF e PTH). Nello studio pubblicato nella rivista Bone (leggi abstract originale), il profilo di espressione di geni diversi negli osteoclasti è stato esaminato con RT-PCR quantitativa durante l’intero processo di osteoclastogenesi e l’analisi ha mostrato che la relaxina induceva specificamente i geni implicati nella differenziazione, sopravvivenza e attivazione degli osteoclasti. Gli osteoclasti, indotti da relaxina, completamente differenziati, positivi alla fosfatasi acida resistente al tartrato e al recettore della vitronectina, esprimevano l’anello di F-actina tipico ed erano in grado di riassorbire il tessuto osseo. La relaxina infine induceva l’espressione del suo recettore specifico RXFP1 in queste cellule. I risultati indicano quindi un nuovo ruolo dell’ormone sulla fisiologia, sulla malattia e sullo sviluppo di metastasi nel tessuto osseo.
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