venerdì, 17 aprile 2026
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29 Agosto 2012

NUOVI AGENTI E NUOVI APPROCCI PER IL CARCINOMA RENALE AVANZATO

Mancano dati di efficacia comparativa, essenziali per aggiornare le linee guida specifiche; la ricerca futura dovrebbe identificare derivati meno tossici che portino a remissione completa

Gli agenti target hanno cambiato il paradigma di trattamento per il carcinoma renale in stadio avanzato. I derivati, attualmente approvati, con dimostrata efficacia sono sunitinib, sorafenib, pazopanib, bevacizumab, temsirolimus ed everolimus. Tuttavia, c’è un obiettivo non soddisfatto dai nuovi agenti che è quello di migliorare l’esito clinico del trattamento nei pazienti naïve e in quelli refrattari o intolleranti alle terapie tradizionali e target. Molti nuovi agenti target, alcuni con meccanismo d’azione diverso dai farmaci già approvati, e immunomodulatori sono attualmente in sviluppo per il trattamento del carcinoma renale. L’articolo, pubblicato sulla rivista Journal of Urology (leggi abstract), è partito da una ricerca su ClinicalTrials.gov per identificare nuovi agenti attualmente valutati in studi clinici di fase II/III per il trattamento del carcinoma renale in stadio avanzato. Utilizzando come termini di ricerca i derivati rilevanti, è stata condotta una revisione della letteratura su meccanismo d’azione ed efficacia e dei risultati aggiornati di sicurezza, includendo anche i dati dai più recenti e importanti meeting di oncologia. Sono 11 i nuovi agenti target, tra cui inibitori tirosin-chinasici di nuova generazione e inibitori del legame con VEGF (vascular endothelial growth factor), Akt e proliferazione delle cellule endoteliali, oltre a tre nuovi agenti immunomodulatori, attualmente in fase di valutazione per il carcinoma renale. Oltre a studi di fase II/III sui nuovi agenti, sono in corso anche studi ‘head-to-head’, ‘crossover’ e di combinazione degli agenti target approvati. In conclusione, sebbene molti agenti siano stati approvati o siano in sviluppo per il trattamento del carcinoma renale, non sono disponibili dati di efficacia comparativa. Gli autori, i professori Robert Figlin del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, Cora Stenberg dell’Ospedale San Camillo e Forlanini di Roma e Christopher G. Wood della University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston, affermano che studi ‘head-to-head’ in corso o futuri, che utilizzino appropriati derivati per il confronto, sono essenziali per aggiornare le linee guida di trattamento del carcinoma renale. La ricerca futura dovrà quindi essere volta a identificare agenti che migliorino gli esiti dei pazienti e che abbiano ridotta tossicità rispetto agli agenti attualmente approvati al fine di ottenere la remissione completa della malattia.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 7 – Agosto 2012
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