mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
7 Ottobre 2010

NUOVE STRATEGIE PER IL CARCINOMA EPATICO: MARCATORI GENOMICI DI PROGNOSI

Se da una parte la decisione clinica è facilitata dai sistemi di stadiazione del tumore, nuovi marcatori predittivi devono essere identificati per facilitare la valutazione prognostica

Una previsione accurata della prognosi in oncologia è difficile. Nei pazienti con epatocarcinoma, diversamente dalla maggior parte dei tumori solidi, la coesistenza di due condizioni potenzialmente letali, quali il cancro e la cirrosi, rende complessa la valutazione prognostica. Malgrado l’utilità di sistemi di stadiazione clinica per il carcinoma epatico (come ad es. l’algoritmo del Barcelona Clinic Liver Cancer) nella ‘decision-making’ clinica routinaria, esistono lacune delle previsioni prognostiche che devono essere ancora colmate e migliorate. Recenti studi suggeriscono l’abilità delle firme genetiche del tessuto tumorale (ad es. firma EpCAM) e di quello circostante (ad es. firme di bassa sopravvivenza) di prevedere gli esiti del carcinoma epatico (recidiva o sopravvivenza globale), sebbene una validazione esterna indipendente sia ancora necessaria. Inoltre, nuove informazioni sono state prodotte dopo l’introduzione di sorgenti genomiche alternative, come miRNA (ad es. miR-26a) o con l’epigenomica, aree in cui dati preliminari promettenti sono stati esplorati accuratamente. La revisione pubblicata nella rivista Clinical Cancer Research (leggi abstract originale) indica che i modelli prognostici devono considerare l’impatto della disfunzione epatica e il rischio di successivo sviluppo di tumori de novo nel calcolo dell’aspettativa di vita del paziente. La sfida per gli anni futuri sarà di identificare in modo preciso i fattori genomici predittivi (ad es. firme genetiche, miRNA o biomarcatori epigenetici) per ogni stadio della malattia e la loro specifica influenza per poter definire la prognosi del paziente con maggiore accuratezza.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 10 – Ottobre 2010
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