mercoledì, 6 luglio 2022
Medinews
8 Novembre 2011

NUOVE LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE ECOCARDIOGRAFICA DEI MALATI DI TUMORE

Il 17% dei pazienti di cancro è attualmente costretto a interrompere la terapia antineoplastica – che molto frequentemente prevede una combinazione di farmaci, radioterapia e chirurgia – a causa degli effetti cardio-tossici dei trattamenti. Anche la nuova generazione di terapie mirate è stata associata a inattesi effetti collaterali sulla funzione miocardica. Le potenziali reazioni avverse cardiache possono così influenzare negativamente la qualità della vita e la stessa prognosi dei pazienti oncologici. Per affrontare la problematica l’Associazione Europea e la Società Americana di Ecocardiografia (EAE e ASE) stanno lavorando alle prime raccomandazioni congiunte sull’utilità di una serie di valutazioni ecocardiografiche e sul potenziale impatto delle tecnologie più avanzate ad ultrasuoni (in particolare la Speckle Tracking Echocardiography) nei pazienti sottoposti a terapia oncologica. “Considerando che la diagnosi precoce di cardio-tossicità è un problema critico per i pazienti sottoposti a chemioterapia – ha spiegato il prof. Juan Carlos Plana, Co-Direttore del Centro di Cardio-oncologia della Cleveland Clinic negli Usa – le linee guida serviranno a mettere in evidenza i vantaggi tecnici dell’ecocardiografia. L’applicazione di tali raccomandazioni dovrebbe consentire di selezionare i pazienti che potrebbero trarre beneficio da terapie cardio-protettive, in modo che l’insufficienza cardiaca non diventi un ostacolo nel corso del trattamento”. “L’ecocardiografia – affermano i coordinatori della task force europea – è emersa come metodica di prima scelta per la valutazione non invasiva della cardiopatia nel paziente oncologico; è essenziale per la valutazione della pressione sistolica ventricolare sinistra e della disfunzione diastolica, della cardiopatia valvolare e pericardica. Nonostante ciò, attualmente gli ecocardiogrammi sono eseguiti di routine solo all’inizio della terapia antitumorale, al fine di documentare l’eventuale anomalia della funzione sistolica ventricolare sinistra. Le nuove linee guida sono pertanto destinate a fornire lo stato dell’arte dell’utilizzo degli ultrasuoni in questo ambito, indicando nuovi percorsi di ricerca”.

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