domenica, 25 settembre 2022
Medinews
28 Ottobre 2014

NUOVE DEFINIZIONI DI SURROGATO CLINICO-PATOLOGICO DEI SOTTOTIPI DI TUMORE MAMMARIO INTRINSECO LUMINALE A E LUMINALE B (HER2-NEGATIVO)

La nuova definizione patologica, aggiornata, dei sottotipi molecolari intrinseci di tumore mammario può massimizzare il numero di pazienti classificate con sottotipo intrinseco ‘simil-luminale A’ alle quali non dovrebbero essere somministrati farmaci citotossici. Nel 2013, il St. Gallen International Expert Panel ha riconosciuto un sostanziale progresso nella caratterizzazione patologica dei sottotipi di tumore mammario. Un’utile definizione surrogato del tumore simil-luminale A, distinta da quella della malattia simil-luminale B, potrebbe essere istituita utilizzando una combinazione della valutazione del recettore per gli estrogeni (ER), del recettore per il progesterone (PgR) e di Ki-67, senza richiedere diagnostiche molecolari. Le differenze dipendono dalla scelta del valore soglia di Ki-67 e dall’esigenza di una sostanziale positività per PgR. I ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia e Università di Milano hanno verificato l’applicabilità della nuova definizione surrogato di sottotipi luminali in termini di controllo della malattia a distanza in un’ampia serie di pazienti. In totale, 9415 donne con tumore mammario iniziale, ER-positivo, HER2(human epidermal growth factor receptor 2)-negativo, operate presso l’Istituto Europeo di Oncologia tra il 1994 e il 2006, sono state seguite per un follow-up mediano di 8.1 anni. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research (leggi testo) hanno valutato la sopravvivenza libera da malattia a distanza delle pazienti che presentavano livelli ‘bassi’ (< 14%), ‘intermedi’ (14 – 19%) e ‘alti’ (≥ 20%) di Ki67, stratificate per l’espressione di PgR (‘negativo o basso’ vs ≥ 20%). Hanno inoltre calcolato l’incidenza cumulativa di eventi a distanza, considerando gli eventi competitivi, e hanno condotto un’analisi multivariata aggiustata per pT, pN, grado, invasione vascolare peritumorale (PVI) e stato menopausale. I risultati hanno evidenziato un’associazione tra perdita di sostanziale positività per PgR e ‘outcome’ più sfavorevole solo nelle pazienti con Ki-67 ‘intermedio’ (p < 0.001). Le 4890 pazienti (51.9%) con Ki-67 ‘basso’ (qualsiasi stato di PgR) o ‘intermedio’, con sostanziale positività per PgR, avevano un ‘outcome’ favorevole comparabile e possono quindi rappresentare un gruppo più avvantaggiato tra le donne con malattia ‘simil-luminale A’. In conclusione, questa definizione patologica aggiornata di sottotipi molecolari intrinseci può massimizzare il numero di pazienti che sviluppano un sottotipo intrinseco ‘simil-luminale A’, nelle quali l’uso di farmaci citotossici dovrebbe essere largamente evitato.
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