Una nuova tecnica di conservazione del cuore espiantato, alternativa a quella attuale basata sull’utilizzazione di basse temperature, si preannuncia come una delle maggiori novità nel campo della medicina dei trapianti. Si tratta di una procedura ancora in fase di sperimentazione (è in studio di fase II), ma che porterebbe dei vantaggi indubitabili per i pazienti che attendono di essere trapiantati. I ricercatori del Ronald Reagan UCLA Medical Center di Los Angeles, in California (Usa), hanno messo a punto il dispositivo denominato Organ Care System, che permette di alimentare in maniera costante l’organo attraverso ossigeno e sangue arricchito di sostanze nutritive per giungere a una condizione il più possibile vicina a quella fisiologica, con una temperatura ideale che eviti la degenerazione dei tessuti. “Allo stato attuale il limite orario per il trasporto di un cuore è di sei ore – spiega il coordinatore della sperimentazione, prof. Abbas Ardehali -. La nuova tecnologia consentirebbe di ampliare la lista di possibili riceventi, superando anche i vincoli della distanza. I vantaggi non si fermano qui. La macchina può anche aiutare a valutare meglio l’idoneità del potenziale donatore, dal momento che possiamo testare il cuore già nel dispositivo”.
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- NUOVA TECNICA PER I TRAPIANTI DI CUORE ALLUNGA I TEMPI DI CONSERVAZIONE DELL’ORGANO