domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
3 Marzo 2017

Nicotine, Carcinogen, and Toxin Exposure in Long-Term E-Cigarette and Nicotine Replacement Therapy Users: A Cross-sectional Study

Given the rapid increase in the popularity of e-cigarettes and the paucity of associated longitudinal health-related data, the need to assess the potential risks of long-term use is essential. To compare exposure to nicotine, tobacco-related carcinogens, and toxins among smokers of combustible cigarettes only, former smokers with long-term e-cigarette use only, former smokers with long-term nicotine replacement therapy (NRT) use only, long-term dual users of both combustible … (leggi tutto)

Una delle domande più frequenti in merito all’esposizione al fumo di sigaretta riguarda il ruolo della sigaretta elettronica. Questo lavoro, condotto in Gran Bretagna nei primi sei mesi del 2014, valuta i livelli di tossine misurate in fumatori ed ex-fumatori che abbiano o non abbiano fatto uso della sigaretta elettronica o di sostituti nicotinici (NRT). Per i 181 partecipanti sul territorio londinese sono state raccolte informazioni socio-demografiche e sull’abitudine al fumo e sono stati raccolti campioni di esalato, urine e saliva. La popolazione è molto eterogenea, il periodo di osservazione breve e il campione troppo piccolo per poter trarre conclusioni definitive. Emergono dati interessanti (come ‘proof of concept’ utile per disegno di studi futuri) in merito a diverse etnie, recenti patologie, status psicologico e altre caratteristiche analizzate. Dall’analisi emerge che chi ha utilizzato le sole e-cigarette o i soli cerotti presentava livelli significativamente inferiori di acroleina, acrilammide, acrilonitrile, butadiene, ossido di etilene e 4-(methylnitrosamino)- 1-(3-pyridyl)-1-butanol (NNAL). Nei cosiddetti svapatori, il NNAL è risultato inferiore del 97,5% rispetto a chi non aveva abbandonato le sigarette. Va ricordato che, rispetto ai cerotti di nicotina, la sigaretta elettronica ha indubbiamente la gestualità tanto ricercata dai fumatori, ma può erogare una quota non stabilita e non fissa di nicotina e che i danni a lungo termine sono ad oggi non noti e andranno quindi valutati negli anni. Nel frattempo, per alcuni fumatori, la sigaretta elettronica, se inserita nel giusto programma e contesto, può essere un metodo per abbandonare la sigaretta tradizionale e, in un secondo tempo, abbandonare definitivamente l’abitudine tabagica. Da un’indagine Doxa condotta nel 2016 emerge come gli utilizzatori di sigaretta elettronica fossero allora il 3,6% della popolazione e, tra questi, il 33,3% erano fumatori, l’11,1% ex-fumatori, mentre il 55,6% non ha mai fumato. Questa categoria ultima è quella più a rischio per poter potenzialmente acquisire una dipendenza che non era presente (e questo si rivela essere vero per il 17,8% del campione studiato dall’indagine italiana). Rispetto al cambio di abitudini indotte dalla sigaretta elettronica: il 7,7% del campione della suddetta indagine riferiva di aver smesso di fumare, il 15,1% di aver ridotto il numero di sigarette, il 24,9% di aver poi abbandonato la sigaretta elettronica e ripreso le sigarette tradizionali.
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