domenica, 29 novembre 2020
Medinews
21 Ottobre 2008

MSF, 213 ITALIANI IMPEGNATI IN MISSIONI UMANITARIE

Sono oltre duecento gli italiani impegnati in missioni umanitarie all’estero, soprattutto in zone di guerra. Età media: 37 anni. A fotografare l’impegno dei professionisti tricolore è il rapporto annuale della onlus Medici senza frontiere (Msf). Secondo il primo resoconto dedicato al pubblico italiano dall’organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico, nel 2007 il numero di connazionali coinvolti in missioni è cresciuto del 22% rispetto al 2006. La maggior parte sono medici, ma anche infermieri, ostetriche, farmacisti, psicologi, logisti. Gli italiani di Msf operano in Sudan, Congo, Somalia, Ciad e Haiti. Ma anche in Italia hanno realizzato progetti di assistenza sanitaria ai migranti, in particolare durante gli sbarchi a Lampedusa e al fianco dei lavoratori stagionali in Sud Italia. Nel 2007 l’organizzazione umanitaria, attiva in 65 Paesi con 365 missioni portate avanti da 2.300 operatori internazionali, ha raccolto circa 36 milioni di euro, il 9% in più rispetto al 2006. Oltre l’85% dei fondi è frutto di donazioni di privati cittadini, che hanno contribuito in 300 mila. In rispetto a una delle regole base di Msf, l’80% dei fondi è stato destinato direttamente ai progetti di assistenza umanitaria e non più del 20% ai costi di gestione, reclutamento degli operatori e raccolta fondi. “La provenienza privata, e non governativa, dei fondi garantisce indipendenza finanziaria, rapidità e libertà d’azione”, ha dichiarato Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf Italia – Msf. L’organizzazione internazionale, in occasione della presentazione italiana del rapporto annuale, rilancia l’allarme sulla crisi in Nord Kivu, “una delle più ignorate dai media” secondo la relazione sulle crisi dimenticate realizzata da Msf con l’Osservatorio di Pavia. In questa provincia della Repubblica democratica del Congo 100 mila persone sono state costrette a fuggire a causa degli scontri in corso in queste ultime settimane e dove gli ospedali allestiti da Msf stanno accogliendo centinaia di feriti.
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