domenica, 19 settembre 2021
Medinews
15 Ottobre 2008

MORTALITÀ PER CARCINOMA EPATOCELLULARE IN EUROPA NEL PERIODO 1980-2004

Ricercatori italiani, in collaborazione con epidemiologi svizzeri e francesi, hanno analizzato i dati di mortalità per carcinoma epatocellulare (HCC) in Europa ed osservato che nel periodo 1980-2004 questa presenta ancora una variabilità molto elevata tra i vari Paesi europei, anche se nell’ultimo decennio è stata rilevata una tendenza alla riduzione soprattutto per donne e giovani adulti. I risultati di questo studio, pubblicato nella rivista Hepatology (per visualizzare l’abstract in inglese clicca qui) sarebbero in contrasto con la tendenza all’aumento della mortalità per HCC recentemente osservata negli Stati Uniti e in Giappone. Poiché i dati relativi ai paesi europei in questo periodo erano carenti, gli autori dello studio hanno esaminato i dati di HCC (secondo gli standard mondiali per età ogni 100000 abitanti) suddividendoli nelle seguenti classi: tutte le età, 20-44 e 45-59 anni, usando i registri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità relativi a 23 paesi europei nel periodo 1980-2004. La mortalità globale per HCC nei maschi è aumentata in Austria, Germania, Svizzera e in altri paesi occidentali, mentre una significativa diminuzione dei casi negli ultimi anni è stata osservata in Francia e Italia, che aveva registrato i valori più alti nella metà degli anni ’90. Sempre per i maschi, nei paesi che hanno distinto tra HCC e altri tumori del fegato, i tassi più alti registrati nei primi anni 2000 sono stati osservati in Francia (6.8/100000), Italia (6.7) e Svizzera (5.9), mentre i più bassi in Norvegia (1.0), Irlanda (0.8) e Svezia (0.7). Nelle donne, un leggero aumento di mortalità globale per HCC è stato visto in Spagna e Svizzera, mentre questa era diminuita in altri paesi europei, specialmente a metà degli anni ’90. Nei primi anni 2000, la mortalità per HCC nelle donne era più alta in Italia (1.9/100000), Svizzera (1.8) e Spagna (1.5) e più bassa in Grecia, Irlanda e Svezia (0.3). Nella maggior parte dei paesi, però, la tendenza relativa al gruppo di 45-59 anni era simile al valore globale, mentre era più favorevole nel gruppo di 20-44 anni per entrambe i sessi.
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