martedì, 24 novembre 2020
Medinews
5 Dicembre 2008

MONOTERAPIA CON SORAFENIB NELL’EPATOCARCINOMA ALLO STADIO AVANZATO IN AREA ENDEMICA PER HBV

Sorafenib in monoterapia migliora l’esito dei pazienti con epatocarcinoma (HCC) allo stadio avanzato, che mostravano noduli tumorali intraepatici e/o metastasi e bassi livelli serici di alfa-fetoproteina (alfa-FP). Lo studio pubblicato nel Journal of Cancer Research and Clinical Oncology (leggi abstract originale) ha analizzato retrospettivamente i dati clinici di 57 pazienti consecutivi con HCC non resecabile o metastatico trattati tra giugno 2007 e marzo 2008 con sorafenib (400 mg x 2 volte al giorno) presso il National Cancer Center di Goyang (Corea). L’età mediana dei pazienti era 55 anni (range: 28-76) e tutti presentavano performance status 0-2 e malattia in classe Child-Pugh A o B. L’HCC mostrava eziologia correlata al virus dell’epatite B (HBV) nel 79% dei pazienti. Undici pazienti (19.3%) erano allo stadio tumorale UICC III modificato, 11 (19.3%) allo stadio IVa e 35 (61.4%) allo stadio IVb. Dopo monoterapia con sorafenib, 3 pazienti (5.3%) avevano ottenuto risposta parziale e 18 (35.1%) stabilizzazione della malattia, con una percentuale di controllo del 40.4%. Il tempo mediano alla progressione (TTP) era 9.1 settimane (IC 95%: 3.4-14.8). L’analisi multivariata ha mostrato che un valore di alfa-FP superiore o uguale a 400 ng/mL (HR = 2.810; p = 0.023) e la presenza di tumori intraepatici massivi (HR = 7.633; p = 0.033) erano fattori predittivi indipendenti di TTP più breve. Gli eventi avversi di grado 3-4 più comuni sono stati: sindrome mano-piede (8.8%), diarrea (7%) e rash cutaneo (7%); mentre non è stata osservata riacutizzazione dell’epatite cronica B sottostante.
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