La TC di perfusione sarebbe il migliore indicatore di modificazioni indotte dalla terapia e di previsione della prognosi a lungo termine, rispetto a RECIST e densità tumorale
Investigatori statunitensi e colleghi cinesi hanno valutato l’ipotesi che la TC di perfusione rappresenti il biomarcatore d’immagine del tumore più sensibile rispetto al carico (RECIST, Response Evaluation Criteria in Solid Tumors) e alla densità (HU) per monitorare le variazioni indotte dal trattamento e per la prognosi a lungo termine del carcinoma epatico in stadio avanzato trattato con la combinazione di anti-angiogenici e chemioterapia. Nello studio di fase II sono stati arruolati 33 pazienti con carcinoma epatico avanzato; 23 erano eleggibili per la valutazione. Una TC diagnostica con mezzo di contrasto ‘dual-phase’ e con TC di perfusione è stata eseguita prima, e ai giorni 10 – 12 dopo l’inizio del trattamento con agente anti-angiogenico (bevacizumab). I pazienti hanno successivamente ricevuto bevacizumab in combinazione con gemcitabina e oxaliplatino (GEMOX-B) e la TC con mezzo di contrasto è stata eseguita alla fine del trattamento, cioè dopo aver completato i 3 cicli con chemioterapia GEMOX-B, e successivamente ogni 8 settimane fino a evidenza di progressione della malattia o tossicità intollerabile. Il protocollo con TC di perfusione ha incluso un’acquisizione dinamica video per 25 – 30 secondi dopo iniezione di 50 – 70 mL di mezzo di contrasto iodinato alla velocità di 5 – 7 mL/s. I parametri della TC di perfusione sono stati comparati con le dimensioni del tumore (secondo RECIST vers1.1) e le misure della densità (HU) prima e dopo il trattamento, e correlavano con l’esito del paziente in gruppi che presentavano o no trombo tumorale. È stato calcolato il valore di p a una coda e la correzione di Bonferroni è stata utilizzata per valutare le comparazioni multiple. Ai giorni 10 – 12, dopo l’inizio della terapia con bevacizumab, è stata osservata una riduzione significativa dei parametri della TC di perfusione (p < 0.005). I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Investigational Radiology (leggi abstract originale) hanno indicato anche una lieve diminuzione della densità media tumorale (p = 0.016), senza significativa alterazione delle dimensioni medie della lesione. I tumori con valori basali del tempo di transito medio più alti alla TC di perfusione correlavano con una prognosi clinica più favorevole (risposta parziale o stabilizzazione della malattia) e i pazienti mostravano una migliore sopravvivenza a 6 mesi libera da progressione (rispettivamente p = 0.002 e p = 0.005). La costante di trasferimento (Ktrans) basale dei ‘responder’ (1425.19 ± 609.47 mL/1000mL/min) era significativamente più alta di quella dei ‘non-responder’ (935.96 ± 189.47 mL/1000mL/min). Il trombo tumorale nella vena portale aveva valori di perfusione basali e post-trattamento simili al carcinoma epatico. In conclusione, la TC di perfusione sembra il biomarcatore d’immagine più sensibile per monitorare gli effetti immediati del trattamento del carcinoma epatico in stadio avanzato con terapia anti-angiogenica e per la previsione della prognosi alla fine del trattamento e della sopravvivenza libera da progressione, rispetto a RECIST e alla misura della densità nel tessuto tumorale.Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2011