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26 Settembre 2017

MONARCH 2: Abemaciclib in Combination With Fulvestrant in Women With HR+/HER2− Advanced Breast Cancer Who Had Progressed While Receiving Endocrine Therapy

MONARCH 2 (ClinicalTrials.gov identifier: NCT02107703) compared the efficacy and safety of abemaciclib, a selective cyclin-dependent kinase 4 and 6 inhibitor, plus fulvestrant with fulvestrant alone in patients with advanced breast cancer (ABC). MONARCH 2 was a global, double-blind, phase III study of women with hormone receptor-positive and human epidermal growth factor receptor 2-negative ABC who had progressed while receiving neoadjuvant or … (leggi tutto)

Lo studio MONARCH-2 è il secondo trial che conferma la superiorità della combinazione di fulvestrant e inibitore di CDK4/6 (abemaciclib in questo caso) rispetto al solo fulvestrant per il trattamento di pazienti con carcinoma della mammella metastatico a recettori ormonali positivi ed HER2 negativo resistente agli inibitori dell’aromatasi. Il vantaggio è di 7 mesi in mediana di sopravvivenza libera da progressione (PFS; 16,4 mesi vs 9,3), con un hazard ratio (HR) di 0,55 (IC 95%: 0,45-0,68). I dati sono altamente consistenti con i risultati dello studio analogo PALOMA-3 (fulvestrant+palbociclib vs fulvestrant) in termini di HR. Nello studio con palbociclib la mediana di PFS era di 4,6 vs 9,5 mesi nei bracci di controllo e sperimentale, la prognosi peggiore delle pazienti in questo studio rispetto al MONARCH-2 è probabilmente dovuta a differenze nella popolazione (pazienti maggiormente pre-trattate nello studio PALOMA-3). Riguardo alle tossicità, il profilo di abemaciclib vede come evento avverso più frequente, a differenza di palbociclib e ribociclib, la diarrea (86% tutti i gradi; 13,4% G3, generalmente gestibile con aggiustamenti di dose e terapia antidiarroica), seguita dalla neutropenia. Globalmente, i risultati degli studi randomizzati di fase III con inibitori di CDK4/6 in associazione a terapia ormonale rappresentano uno degli avanzamenti più importanti nel trattamento del carcinoma mammario metastatico degli ultimi anni. Sicuramente si tratta di risultati practice-changing. La collocazione migliore di questi farmaci resta ancora materia di discussione. Il vantaggio osservato in prima linea sicuramente è di elevata rilevanza clinica, tuttavia lo studio FALCON ha dimostrato come la terapia omronale da sola resti una valida opzione per una buona quota di pazienti e studi come il MONARCH-2 confermano che gli inibitori di CDK4/6 sono altamente efficaci anche in linee successive. Al fine della discussione su questo aspetto saranno importanti i dati di sopravvivenza globale. Ad oggi non è stato possibile identificare nessun biomarcatore predittivo per gli inibitori di CDK4/6.
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